La perizia su Maurantonio: “È precipitato privo di sensi”

domenicoNon si è agitato e non ha cercato di proteggersi dall’impatto con il suolo. Domenico è caduto a piombo dal quinto piano dell’Hotel da Vinci

Non si è agitato e non ha cercato di proteggersi dall’impatto con il suolo. Domenico Maurantonio è caduto «a piombo» dal quinto piano dell’Hotel da Vinci, dov’era ospite con la classe che aveva visitato Expo.

Le prove cinetiche che la polizia scientifica ha fatto, partendo proprio dalla finestra del quinto piano dalla quale lo studente 19enne è precipitato, hanno dimostrato che durante il volo, durato alcuni secondi, non si è mosso. La traiettoria tracciata durante la caduta, spiegano gli investigatori, è tipica di un corpo inerte. E questo dimostrerebbe che Domenico non si è accorto che stava per morire o perché era già incosciente o perché era troppo ubriaco per rendersi conto che galleggiava nel vuoto. Per avere qualche certezza, però, occorre attendere che i dati raccolti vengano elaborati. Per ora le ipotesi sono più numerose delle certezze. Uno dei pochi elementi sicuri è che Domenico e i suoi compagni quella sera avevano bevuto. Parecchio. Le analisi dei consulenti arrivate sul tavolo del pm Claudio Gittardi hanno mostrato che il tasso alcolemico nel sangue del ragazzo era pari a 1 grammo per litro. Abbastanza per non essere lucidi, soprattutto se come il 19enne, non si è abituati a bere.

Nel suo stomaco, poi, c’era altro alcol che se fosse entrato in circolo avrebbe fatto schizzare il valore dell’analisi a oltre 3 grammi per litro. Un quantitativo altissimo che può provocare perdita di coscienza, allucinazioni, incontinenza, dissenteria e perfino coma etilico. E questo spiegherebbe perché Domenico, che quella sera non aveva preso lassativi, abbia imbrattato tutto il corridoio dell’hotel. E magari abbia avuto l’idea folle di togliersi mutande e pantaloncini e usare la finestra come toilette. Possibile, però, che fosse solo quando è salito sul davanzale, alto circa un metro e 10? Qualche amico potrebbe averlo aiutato e poi, vedendo che cadeva, potrebbe aver cercato disperatamente di trattenerlo. E questo spiegherebbe perché sotto le unghie dello studente sia stato trovato del Dna, che ora verrà comparato con il profilo genetico dei compagni di classe. Tutte congetture che devono ancora trovare riscontri. Come l’ipotesi che il 19enne sia precipitato dalla finestra prima delle 7.30, com’era stato detto in un primo momento. Il ragazzo era vivo fino alle 5.30 del mattino: lo provano i messaggi che ha inviato e ricevuto con WhatsApp. Adesso il quantitativo di alcol trovato nel suo stomaco ma non ancora assorbito dal suo organismo, spiegano gli investigatori, porta a pensare che abbia bevuto fino a circa mezz’ora prima della sua morte. E questo porterebbe indietro le lancette dell’orologio e metterebbe in dubbio le testimonianze dei suoi amici, che hanno sempre detto di essere andati a dormire prima di lui. Domenico, infatti, potrebbe essere precipitato dal quinto piano intorno alle 6 della mattina e potrebbe aver bevuto e scherzato con i compagni fino a pochi minuti prima della tragica caduta nel vuoto.

7 giugno 2015

IlGiornale

ER