Bimba di 11 mesi uccisa dal cane mentre i genitori dormono: arrestato il padre

South Western Ambulance VX09FYP

Chloe King e il suo compagno Lee Wright si erano appisolati davanti alla tv guardando un film sul divano al piano terra della casa. Nel frattempo la figlia della donna, Ava Jayne Corless, 11 mesi, veniva uccisa dal cane di famiglia che si è scagliato sul suo corpo lasciandole addosso ferite mortali: ora Lee è stato messo sotto accusa perché deteneva un animale di una razza vietata nel Regno Unito.

Era febbraio e Chloe, 21 anni, aveva fatto addormentare la piccola Ava cullandola tra le braccia. Poi l’aveva portata al piano superiore della loro villetta di Blackburn, in Inghilterra. Le aveva dato un bacio sulla fronte ed era tornata in soggiorno per vedere un film con il compagno. Ma poco dopo i due sono caduti in un sonno profondo e si sono svegliati solo qualche ora più tardi per scoprire la tragedia che era successa. Il cane di Wright aveva rotto il laccio che lo teneva legato in cucina, era salito al piano di sopra e si era scagliato sulla culletta di Ava. Quando Chloe è entrata in camera da letto, la piccola era in un lago di sangue. Inutile la corsa in ospedale, dove Ava è morta poco dopo: secondo un esame post mortem la bambina aveva una ferita aperta sul collo, contusioni ed escoriazioni sulla testa, il petto e il collo. La gabbia toracica era gravemente danneggiata, aveva fratture costali multiple e un polmone perforato.

La mamma e il compagno, in un primo momento, sono stati arrestati con l’accusa di abbandono di minore e omicidio colposo. Poi la ragazza è stata rilasciata. «Non potrò mai dimenticare quel momento – ha raccontato Chloe – Il cane nella stanza da letto, il sangue sulla mia bambina, la corsa in ospedale. Mi sembrava tutto un incubo ma purtroppo non lo era».

In tribunale adesso si sta cercando di valutare se il cane di Wright fosse un pitbull terrier, il cui possesso è vietato nel Regno Unito: se così fosse dovrebbe risponderne davanti ai giudici. L’uomo ha negato l’accusa dicendo che l’animale gli era stato venduto come un bulldog americano. Adesso non resta che determinare la razza del cane: intanto in tribunale si è scatenata una “guerra” tra veterinari dell’accusa e della difesa per determinare se si tratti o no di un cane vietato dal Dangerous Dogs Act del 1991.

 

di Federica Macagnone

 

Fonte Il Messaggero

Roma, 9 giugno 2015