Australia, accuse al governo: “Pagò gli scafisti per riportare i migranti in Indonesia”

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L’accusa arriva dal capitano e dall’equipaggio di una barca con 65 migranti. Gli scafisti hanno dichiarato al loro arrivo in Indonesia di aver ricevuto 30.000 dollari dalla autorità australiane per tornare indietro. Il premier australiano non ha smentito: “Il governo australiano farà tutto quello che può fare affinché questo commercio diabolico non ricominci”.

Il premier australiano Tony Abbott non ha voluto smentire la notizia che alcuni scafisti siano stati pagati dalle autorià australiane per riportare in Indonesia i migranti a bordo delle loro imbarcazioni. Abbott ha affermato che il suo Paese “è pronto a ricorrere a metodi creativi” per lottare contro l’immigrazione clandestina.

Il capitano e l’equipaggio di una barca con 65 migranti hanno dichiarato al loro arrivo in Indonesia di aver ricevuto 30.000 dollari dalla autorità australiane per tornare indietro. I migranti, provenienti da Bangladesh, Myanmar (ex Birmania) e Sri Lanka sono stati sbarcati, alla fine del viaggio, sull’isola Rote, nell’Est dell’Indonesia.

“La risposta molto semplice è che il governo australiano farà tutto quello che può fare affinché questo commercio diabolico non ricominci”, ha dichiarato Tony Abbott alla radio 3AW. “Fermeremo questo traffico, costi quello che costi. Abbiamo messo dei paletti e faremo in modo che siano rispettati”.

Poco dopo il suo arrivo al potere nel settembre 2013, il governo conservatore di Abbott ha lanciato, con la collaborazione dell’esercito, l’operazione “Frontiere sovrane”, volta a scoraggiare i migranti a raggiungere l’Australia via mare.

 

Fonte La Nazione

Roma, 13 giugno 2015