Capotreno aggredito e Chiamparino. Storia di una bufala ai tempi di Facebook

BUFALA

Un sabato pomeriggio succede di imbattersi in più di un contatto Facebook che rilancia un pezzo dell’agenzia Ansa. Il titolo è una bomba a orologeria: “Chiamparino critica controllore: vessatorio pretendere biglietto da chi non può permetterselo”. Il controllore, per la cronaca, è il capotreno milanese a cui una banda di latinos ha quasi tranciato un braccio a colpi di machete perché sorpresi nella stazione di Villapizzonesenza biglietto. Logico che le parole del governatore piemontese Sergio Chiamparino, riprese dall’agenzia più importante d’Italia, siano destinate a fare molto rumore. Tanto più che su Facebook è visibile anche il “sommarietto” che rafforza la posizione, stupefacente, dell’esponente di spicco del Partito democratico: “Mi dispiace che l’amputazione subita dal capotreno, ma ci vuole più buon senso: è vessatorio pretendere il biglietto da chi non può permetterselo”. Ora: qualche errore di battitura e sintattico lascia dei dubbi, ma magari il giornalista che ha condiviso l’articolo sui social avrà avuto un po’ troppa fretta. Molti commentatori si lanciano in più che giustificate accuse contro Chiamparino, giudicato “insensibile” e “inumano”. Naturalmente, i toni sono anche più accesi e volgari, come Facebook ci abitua da sempre (senza scomodare Umberto Eco). La curiosità però porta ad aprire l’articolo per leggere qualche dettaglio in più sulla bizzarra uscita dell’ex sindaco di Torino. Il link è corretto e rimanda alla pagina interna di Ansa.it, il portale dell’agenzia. La foto è la medesima ma c’è un primo momento di spaesamento. Il titolo è diverso da quello letto su Facebook: “Chiamparino, aggressori non profughi. ‘Legge e ordine, certo, ma innanzitutto distinguere'”. Bene, o meglio male: si inizia a sospettare che qualcosa non quadri. Magari, vien da pensare, su Facebook il social media editor di Ansa.it ha deciso di dare spazio a una frase contenuta nel testo del “take”.

L’articolo di Ansa.it – E allora leggiamolo, l’articolo dell’Ansa.it: “Legge e ordine devono tornare nel linguaggio della sinistra, assolutamente sì, ma gli aggressori del capotreno sono due persone forse sudamericane che non hanno a che vedere con i profughi: il primo compito è distinguere”: così il governatore del Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino. “Se uno gira con un machete nello zaino deve essere punito con le leggi italiane, se fosse clandestino anche rispedito nel paese da cui arriva” ha aggiunto Chiamparino. Come evidente, non c’è alcun riferimento ai latinos senza biglietto e al comportamento “vessatorio” del controllore che quasi ci ha rimesso un braccio.

Il mistero (malvagio?) – Si fanno un po’ di verifiche, si controllano agenzie e siti vari per capire se Chiamparino quelle parole, lette su Facebook, le abbia pronunciate o meno. Risultato: mai dette. Conclusione: qualcuno, vuoi per un esperimento massmediologico vuoi per pura malafede o calcolo politico, ha deliberatamente condiviso l’articolo di Ansa.it cambiando sulla propria pagina Facebook il titolo e (complimenti per l’impegno) anche il sommarietto. Creando, in questo modo, quello che in gergo si dice “fake”, un falso bello e buono. La cosa più avvilente non è tanto il titolo fasullo, ma la quantità di utenti di Facebook (gente comune, ma pure giornalisti), che ci sono cascati con tutte le scarpe commentando anche in maniera articolata. Leggere gli articoli che si condividono è un buon punto di partenza per creare dibattito e dire la propria. Se non lo si fa, poi è difficile accusare Eco di snobismo.

di Claudio Brigliadori

Fonte Libero

Roma, 13 giugno 2015