Il caso Forteto arriva in Parlamento. “Il governo faccia chiarezza su 30 anni”

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La data è fissata: il prossimo 6 luglio. In quel giorno, dopo anni di buio,il caso Forteto approderà in Parlamento. A condurcelo è stata Deborah Bergamini, portavoce di Berlusconi e leader di Forza Italia in Toscana, che sulla vicenda ha presentato una mozione la cui discussione è stata calendarizzata appunto per quella data.

Onorevole Bergamini, di che si tratta?

«Si tratta di una mozione con la quale chiediamo al governo Renzi di impegnarsi ad accertare manchevolezze e responsabilità verificate nei 30 anni di storia terribile del Forteto, valutando anche l’opportunità di commissariare la cooperativa che gestisce il Forteto».

Il ministro Poletti non parrebbe di questa idea…

«Allora sarebbe interessante sapere da lui con chiarezza i motivi della sua scelta».

Si aspetta che gli altri partiti, Pd compreso, votino a favore?

«Lo auspico fortemente. Qui non si tratta di una schermaglia fra destra e sinistra ma di una mostruosità avvenuta che è da riparare».

Lei ha anche chiesto su ciò una commissione d’inchiesta parlamentare…

«Crediamo che, oltre la sentenza del Tribunale di Firenze, sia necessario chiarire come sia stato possibile che tali aberrazioni si siano compiute per così tanto tempo, indicando manchevolezze e responsabilità».

Accertare anche come si è svolta l’opera di affido dei minori?

«Accertare anche se ci sono smagliature nel sistema di affido dei minori per capire se c’è qualcosa da rivedere e correggere nella disciplina sulla quale oggi si basa. Un caso Forteto non deve mai più ripetersi in Italia».

In questa vicenda ha più colpe la magistratura o la politica?

«Messa così è difficile rispondere. Di certo posso solo dire che intorno al caso del Forteto c’è stata una superficialità drammatica inaccettabile».

Cosa l’ha colpita di più?

«Che al Forteto sia stato dato credito per così lungo tempo e che sia stato ampiamente aiutato e finanziato dalle istituzioni».

Così accusa la Regione Toscana e il mondo della sinistra…

«Io so solo che costoro, nonostante gli allarmi e le denunce, lo consideravano un fiore all’occhiello del sistema cooperativo, arrivando ad aprirci e chiuderci le proprie campagne elettorali».

Si riferisce a Di Pietro?

«A lui e pure all’ex governatore Claudio Martini».

Cosa si aspetterebbe da costoro?

«Più che da costoro personalmente mi aspetterei che le istituzioni chiedessero scusa. Fin qui ho letto molte prese di distanza ma, dalla Regione in giù, mi pare che nessuna delle istituzioni coinvolte abbiano ancora chiesto scusa alle vittime. Le pare una cosa decente?».

di Stefano Cecchi

 

Fonte La Nazione

Firenze, 27 giugno 2015