La mozzarella di bufala fa bene alla salute: la ricerca

Secondo alcuni ricercatori universitari la mozzarella di bufala campana avrebbe un effetto antiossidante sull’intestino durante la digestione, aiutando la salute di chi la mangia. Sfatati anche i falsi miti sulla difficile digeribilità: la mozzarella di bufala ha un contenuto di lattosio molto ridotto.

mozzarellabufala

Oltre che buona per il palato, lo è anche per la salute di chi la mangia. Parliamo della mozzarella di bufala campana, alimento tipico della gastronomia regionale famoso in tutto il mondo. E che adesso, dopo le conclusioni di alcuni ricercatori universitari nel corso di un convegno promosso a Napoli, si potrà fregiare anche di un’altra qualità: fare bene alla salute.

Secondo quanto affermato nel corso di un convegno organizzato dal Consorzio per la tutela del formaggio Mozzarella di Bufala, infatti, l’alimento avrebbe un effetto antiossidante, esercitato sulle cellule intestinali durante la digestione. Tutto merito di alcune sostanze, i peptidi, secondo Ettore Novellino, docente di Chimica farmaceutica e tossicologia dell’università Federico II di Napoli, che è arrivato ad affermare che la mozzarella può arrivare ad essere il vero “oro bianco della Campania”.
Sfatati i falsi miti sulla difficile digeribilità della mozzarella di bufala

Nel corso del convegno sono stati anche smentiti alcuni falsi miti sulla difficile digeribilità della mozzarella di bufala. Per il professore Vito Corleto, docente di Gastroenterologia alla Sapienza di Roma, la mozzarella di bufala può vantare infatti un contenuto di lattosio inferiore a quello che si trova nei prodotti ad alta digeribilità, venduti spesso con molto clamore – e molti studi di marketing alle spalle – negli scaffali dei supermercati.

Il convegno, organizzato al circolo Savoia, ha affrontato anche le tematiche del contenuto di sale all’interno della mozzarella e della sicurezza delle fasi di produzione. Tutti temi che hanno fornito interessanti dati sotto il profilo scientifico sull’alimento, aprendo forse nuovi scenari nella scienza dell’alimentazione ma soprattutto fornendo ulteriori argomenti sulla bontà di un prodotto che può trainare il comparto gastronomico campano.

6 luglio 2015

fonte FanPage

AP