Caso Yara, Bossetti resta in cella. Cassazione respinge la richiesta di scarcerazione

L’avvocato Claudio Salvagni, difensore dell’imputato insieme a Paolo Camporini: “Sono deluso, sono amareggiato, perché in assenza di un pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato, ci si aspettava almeno un annullamento con ricorso al Tribunale per rivalutare l’esigenza cautelare”

yara bossetti

I giudici della Cassazione, presieduti da Maria Cristina Siotto, hanno respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dai difensori di Massimo Giuseppe Bossetti, sotto processo in Corte d’Assise a Bergamo. Si tratta della seconda richiesta in Cassazione, due erano state fatte, invece, al Riesame e altre due al gip. L’avvocato Claudio Salvagni, difensore dell’imputato insieme a Paolo Camporini, ha commentato: “Sono deluso, sono amareggiato, perché in assenza di un pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato, ci si aspettava almeno un annullamento con ricorso al Tribunale per rivalutare l’esigenza cautelare. Così non è stato”.  E ha concluso: “Andiamo avanti con il processo con Bossetti in carcere. Questo non intacca la nostra decisione e determinazione per dimostrare la sua innocenza”.

La prossima udienza, per Bossetti, innanzi alla Corte d’Assise di Bergamo, è fissata per il 17 luglio. Yara Gambirasio, la ragazzina tredicenne di Brembate, scomparve il 26 novembre 2010 e il suo corpo venne ritrovato solo il 26 febbraio 2011.

8 luglio 2015

fonte LaNazione

AP