Grecia, il piano di Tsipras non c’è. Gelo Merkel, Obama in pressing

Il premier greco chiede prestito ponte di 7 miliardi. Renzi al termine dell’Eurosummit: Bisogna «impiegare queste ore per arrivare a chiudere un accordo entro domenica»

eurosummit

Nessun nuovo piano ma una richiesta di aiuto al Fondo salva Stati (la lettera con la richiesta di un nuovo programma è già stata spedita, secondo indiscrezioni), più una soluzione provvisoria fino a fine luglio per fare fronte all’emergenza del paese. È questa la strategia di Alexis Tsipras. Oggi doveva essere la giornata decisiva per la ripresa della trattativa dopo il referendum di Atene che domenica ha bocciato la proposta di bailout dei creditori internazionali per evitare il default. Ma è stata invece un’altra giornata complicata, dove solamente verso sera le tensioni si sono allentate, dopo un inizio conciliante con la Commissione Ue seguito dal forte disappunto dell’Eurogruppo che non si è visto presentare nessun piano scritto. Tsipras, che in mattinata aveva chiesto un prestito ponte di sette miliardi di euro, ha poi telefonato al presidente americano Barack Obama illustrandogli grandi linee un piano di riforme e proposte. Ma il premier italiano Matteo Renzi, al termine dell’Eurosummit, ha precisato che non ci sono ancora le condizioni per parlare «in modo strategico del debito» della Grecia, che il clima non pare «migliorato» per le «perplessità» di diversi partner: «La palla ora è nel campo del governo greco, che domenica dovrà presentare le sue proposte: se saranno ritenute accettabili, si troverà l’intesa, come credo e spero», ha sottolineato Renzi.

Tsakalotos all’Eurosummit: «Buon inizio»

La Casa Bianca, dal canto suo, ha ribadito nelle ultime ore di essere contraria all’ipotesi Grexit e ha lanciato un appello ai leader Ue perché siano costruttivi. Posizione sostenuta anche dalla Francia: «Vogliamo che la Grecia resti nell’euro. Questo è l’obiettivo. Serve una prova di responsabilità, solidarietà e velocità», ha detto il presidente François Hollande arrivando all’Eurosummit. Anche il premier italiano Matteo Renzi è convinto che: «con un po’ di buona volontà l’accordo» sulla Grecia «possa essere trovato. Non oggi ma nelle prossime ore. In questo momento sono più preoccupato per il futuro della Ue che per le sorti di un singolo paese».
Meno convinta di una risoluzione immediata della crisi la Cancelliera Angela Merkel che ha ribadito: «Ci sono pochi giorni a disposizione per trovare una soluzione e al momento non c’è nessuna base per negoziare nella cornice del programma Esm(European Stability Mechanism, il fondo salva Stati, ndr)». Difficile dunque che si trovi una soluzione all’Eurosummit di martedì sera. Il ministro delle finanze Euclid Tsakalotos, però si è detto ottimista: «La mia impressione – ha detto ai cronisti che lo hanno intercettato mentre lasciava palazzo Justuts Lipsius – è che quello di oggi sia stato un buon inizio per chiudere un accordo presto. C’è la volontà politica di darci un’altra possibilità».

All’Eurogruppo senza proposte

Nel pomeriggio, a Bruxelles, si è tenuto l’Eurogruppo dei ministri delle Finanze dei paesi Ue, concluso con un niente di fatto: ci sarebbe stata solo l’esposizione orale e a grandi linee del piano che sarà presentato sembra già mercoledì, dopo la riunione plenaria dell’Europarlamento, dove Tsipras parlerà. Se tutto andrà come deve, potrebbe già esserci un nuovo consiglio dell’Eurozona, domenica 12 luglio, per mettere un punto fermo alle trattative con la Grecia sui nuovi aiuti.

Soluzione provvisoria e fondo Salva Stati

Ma a cosa punta la trattativa di Tsipras?Il premier greco avrebbe intenzione di chiedere un prestito (di circa 30 miliardi per due anni), entro le prossime 48 ore, per fare fronte ai debiti in scadenza, ed evitare il default e poi negoziare con tutta calma un terzo piano di aiuti. Ma per questa richiesta è attesa la proposta scritta: «Attendiamo una nuova richiesta per l’Esm da parte della Grecia in tempi brevissimi, auspicabilmente per domani (mercoledì, ndr). Subito dopo convocheremo un nuovo Eurogruppo in teleconferenza, poi ci invieranno una lista di riforme», ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, spiegando i risultati della riunione dei ministri delle Finanze dell’eurozona di questo pomeriggio. «È troppo presto per essere ottimisti, la Grecia ha bisogno di riforme credibili ed è quello che vogliamo sentire da loro».
Non è chiaro quali siano le misure di ristrutturazione del debito che ha in mente Atene. Fonti della stampa tedesca parlano di un piano «del tutto simile a quello rifiutato prima del referendum (cioè quello proposto da Juncker il 26 giugno scorso)»: lo scrive il giornale Süddeutsche Zeitung che ha potuto visionare il documento. Secondo il quotidiano, le modifiche riguardano le aliquote Iva “scontate” per le isole che il governo Tsipras vuole ora mantenere così come quella al 13% per il settore della ristorazione che doveva essere aumentata al 23%. La Grecia vuole, inoltre, limitare il taglio alle spese per la difesa e rinviare a tempi più lunghi l’eliminazione del sussidio di solidarietà concesso alle pensioni sociali che doveva essere eliminato, secondo il piano presentato da Bruxelles e respinto al referendum, in modo progressivo da qui a fine 2019.

L’intervento dell’Esm

L’intervento dell’Esm serve in primo luogo al salvataggio delle banche che altrimenti rischiano il tracollo al momento della riapertura. Si tratta dello stesso tipo di terapia utilizzata in Irlanda, in Portogallo in Spagna e a Cipro. L’intervento dell’Esm però non è «gratuito». Come ben sanno i Paesi che l’hanno utilizzato. Il conferimento dei finanziamenti, infatti, è condizionato da un memorandum molto più rigoroso di quello richiesto dalla Troika. Se Atene chiede l’aiuto dell’Esm deve accettare un piano di austerità piuttosto duro e, soprattutto non eludibile, considerato che altri Paesi negli anni passati sono stati sottoposti ad analogo trattamento. Però sembra che non ci sia alternativa. Entro il 20 luglio Atene deve rimborsare alla Bce 3,5 miliardi e, soprattutto, ha bisogno di garantirsi che il rubinetto della liquidità della Bce resti aperto

Grexit non è esclusa

Dall’altra parte del tavolo, però, gli interlocutori del governo greco non se la sentono di escludere del tutto l’ipotesi della Grexit, ovvero l’uscita della Grecia dall’euro. La Commissione Ue non ha in verità una linea unitaria: «non è né l’obiettivo né l’intenzione» dell’Unione Europea ma «se la fiducia non è ricostituita e non c’è nessun programma di riforme credibile sul tavolo, non può essere esclusa», ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, in contrapposizione con quanto dichiarato dal presidente Jean Claude Juncker che martedì mattina si era schierato a favore di Atene, sostenendo che: «Faremo di tutto per evitare la Grexit».

Schauble: haircut debito vietato dai trattati

Sempre dura, invece, la linea tedesca. «Chi conosce i Trattati Ue sa che il taglio del debito è vietato». Così il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble. Da una settimana il programma di aiuti è scaduto, quindi ora non abbiamo più un programma» e «ora aspettiamo tesi cosa il governo greco ha da proporre all’Eurogruppo e all’Eurosummit di oggi», ha aggiunto Schaeuble. «Senza un programma non c’è modo di aiutare la Grecia nell’eurozona», ha detto. Interrogato poi se la Grecia possa restare nell’euro, ha risposto che bisognerebbe chiederlo al governo di Atene. Il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, in un’intervista, non aveva invece escluso la possibilità di ridurre il debito «solo se il governo greco dimostra che attua le riforme».

8 luglio 2015

fonte Corriere della Sera

AP