Madri rom borseggiatrici, arrestate decine di volte e poi rilasciate per legge

La banda di rom riesce sempre a cavarsela perché il codice penale prevede che donne incinte o madri di figli sotto i 6 anni non possano andare in carcere

borseggiatrici

Sono state arrestate 78 volte, denunciate 192, ma sono sempre a piede libero. Di professione borseggiatrici, cinque donne di etnia rom, prese decine di volte con le mani nel sacco e incriminate per furto, sono sempre rimaste libere, in quanto madri di bambini, spesso piccoli.

A raccontare questa storia è il Corriere della Sera. Le donne coinvolte sono Alessia A., 29 anni, 9 figli, 16 arresti; Marta S., 21, 4 figli, 25 arresti; Fanisa H., 29, 5 figli, 8 arresti; Serya O., 23 anni, 4 figli, 22 arresti; Debora H., 20 anni, 3 figli, 7 arresti.

L’ultimo episodio risale al 27 giugno e si è verificato alla fermata del metrò della stazione Centrale. Le donne stavano rubando il portafogli a una turista asiatica, mentre una di loro aveva al collo il suo piccolo di soli tre mesi.

Agiscono tra Roma, Milano e la Toscana e sono di fatto libere di delinquere: le forze dell’ordine le individuano, le arrestano. E poco dopo le donne vengono rilasciate.

A spiegare il perchè è il codice penale: donne incinte o madri di figli sotto i 6 anni non possono andare in carcere, “salvo esigenze di eccezionale rilevanza”. L’assessore alla Sicurezza di Milano, Marco Granelli, sta lavorando a “un decreto sicurezza per dare più poteri ai sindaci e incrementare la collaborazione con polizia e carabinieri per la lotta alla microcriminalità”. Con pene più alte per reati come i borseggi reiterati.

Il 4 luglio quattro ragazze bosniache sono state fermate dopo aver derubato un turista russo. Il giudice le ha lasciate in carcere nonostante gravidanza e figli per “strumentalizzazione”.

7 luglio 2015

fonte IlGiornale

AP