Orrore nella casa di cura per disabili, le terribili violenze dell’educatore

poli 4Un 51enne che lavorava in un centro a Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Avrebbe fatto, tra le altro cose, anche fumare hashish agli ospiti mostrato video porno in cui il protagonista era lui stesso

 

Sesso con ragazzine con problemi mentali, alcool e droga, visioni di film a luci rosse amatoriali. C’è di tutto nell’inchiesta che ha portato all’arresto di un uomo di 51 anni, responsabile di una comunità alloggio per minori con disturbo del comportamento a Palma di Montechiaro, nell’Agrigentino. Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: Avrebbe consumato rapporti sessuali di gruppo, con altri due minorenni anche loro indagati: la loro ‘vittima’ era una giovane con deficit mentale, all’epoca minorenne, ospite della comunità in cui lavorava durante le ore notturne. Secondo le imputazioni, l’indagato avrebbe fatto fumare anche hashish ad alcuni disabili. E ancora, l’uomo avrebbe fatto vedere video porno ai ragazzi, in cui uno dei protagonisti sarebbe lui stesso. Le prove sarebbero emerse sia da alcune intercettazioni ambientali che dalla perquisizione della casa del sedicente educatore. A riprova ci sarebbero comunque le testimonianze della stessa vittima.

Dall’indagine della Procura di Agrigento viene fuori uno quadro assolutamente squallido e riprovevole, in cui il protagonista era colui che avrebbe dovuto prendersi cura di giovani fragili e indifesi.  “Ancor più preoccupazione – scrivono i pm nell’ordinanza – desta la qualifica professionale di G., della quale lo stesso ha evidentemente abusato ed approfittato, carpendo subdolamente la fiducia dei giovani ospiti della comunità, tutti accomunati da problematiche di varia natura che li costringono tuttora a vivere lontani dalle loro famiglie: tale circostanza, evidentemente, li ha resi ancor più deboli e propensi ad affidarsi alle cure di un adulto, che ai loro occhi appariva come un riferimento, nei confronti del quale, come già osservato, per molto tempo non hanno manifestato alcuna insofferenza”. E ancora: “Persistendo nella sua azione l’indagato ha dimostrato di non percepire il significato antigiuridico delle proprie condotte, rendendo in tal modo indispensabile l’adozione di una misura cautelare idonea che ne argini l’azione e lo dissuada dal porre in essere qualsiasi altra forma di abuso nei confronti di chiunque ed in particolare di minori e soggetti deboli”.

Le indagini avevano preso il via un mese fa, quando la responsabile delle coop che gestiscono le comunità alloggio è andata in commissariato a Palma di Montechiaro, per denunciare ciò che le aveva confessato un ragazzo che con la sua fidanzatina era ospitato in casa dell’educatore. “Mi invitava a fare sesso a casa sua con la mia ragazza, mi dava bevande alcoliche, un fallo di plastica, anche un paio di manette e riprendeva tutto”. Nell’inchiesta risulterebbe indagato dalla procura per i minori un 16enne  per aver partecipato a sesso di gruppo con un’ altra minorenne.

8 luglio 2015

fonte FanPage

AP