Avete rubato la parola “antimafia” per vendere i vostri prodotti e per infangare poliziotti e carabinieri

angeli (3)

Avete rubato il valore ed il significato della parola “antimafia” per vendere i vostri prodotti, salite in cattedra sgomitando per imporre i vostri paladini e per privilegiare le carriere di persone senza onore, dopo le dichiarazioni dei figli di Paolo Borsellino, Manfredi e Lucia dobbiamo seguire l’esempio di coloro che con grande dignità e orgoglio si sono dissociati dall’antimafia da facciata, dall’antimafia dei fondi Pon, Por e Pof, delle facili carriere, quell’antimafia fatta di paladini arrestati, di frequentazioni indecorose e di pubblici consensi a boss e ad affiliati nelle roccaforti della ‘ndrangheta. L’antimafia dei bambini “deportati” e costretti a subirsi i comizi elettorali dei compagni e dei radical chic che vorrebbero vedere poliziotti, carabinieri , militari della guardia di finanza e poliziotti penitenziari al rogo… eppure sono gli Uomini e le Donne delle forze dell’ordine l’unica autentica Antimafia! Manfredi Borsellino, Funzionario di Polizia, spiega come preferisce onorare la memoria del proprio padre realizzando eccellenti risultati contro ogni forma di criminalità anziché prendere parte a vuote commemorazioni. Trovo le sue parole determinanti per iniziare a comprendere in quale grosso guaio ci siamo cacciati. Abbiamo creato mostri peggiori di quelli che volevamo sconfiggere. Lo Stato la pianti di elargire fondi e poltrone ai professionisti dell’antimafia di facciata e inizi ad investire sulla sicurezza e sugli uomini e le donne delle forze dell’ordine, è vergognoso che nel corso di una importante operazione antimafia non si trovi il giubbotto antiproiettile per tutti. Gli uomini e le donne in divisa vengono troppo spesso delegittimati e mortificati proprio dai professionisti dell’antimafia. Ragazzi dissociatevi da coloro che predicano legalità e poi senza ritegno prestano consenso sociale a boss e ad affiliati, non ha nulla da insegnarvi l’antimafia che insulta gli uomini e le donne delle forze dell’ordine e considera Carlo Giuliani un eroe, quella antimafia che predica “accoglienza” ma non ha mai dimostrato vicinanza ai Carabinieri, ai Poliziotti e ai Militari della Guardia di Finanza, ma che anzi utilizza interi spazi virtuali per diffondere insulti e fango. I nostri eroi devono essere quei Carabinieri del ROS infiltrati per dieci anni tra narcos e ‘ndranghetisti con il massimo dei rischi per poter arrestare i criminali che gestiscono il narcotraffico mondiale. I nostri eroi sono gli uomini del commissario Manfredi Borsellino e di tutti gli altri ufficiali e funzionari che senza sosta, vessati da tagli, da minacce e da turni massacranti continuano ad onorare la memoria dei colleghi ammazzati portando a termine le migliori operazioni contro cogni forma di criminalità. Non abbiamo nulla da imparare dai vili che si sciacquano la bocca con i nomi di Borsellino e Falcone e poi ossequiano i mafiosi. Chi denuncia compie il proprio dovere e dobbiamo schierarci dalla parte della legalità con i fatti e non con le parole, indignatevi per le condotte disoneste dei vostri “compari” non assecondate l’arroganza di chi si ammanta di legalità e poi commette ogni forma di nefandezza non siete più credibili. La legalità la si predica gratis e con l’esempio prima che con le parole e significa applicare il senso del dovere ogni giorno nel proprio lavoro.

di Lia Staropoli

Roma, 10 luglio 2015