Invece di sanzionare i rom, Gabrielli elimina i cassonetti

Per il prefetto di Roma per risolvere il problema dei rom che rovistano tra i rifiuti basta eliminare i cassonetti

romrifiuti

Nell’agosto del 2008 Gianni Alemanno annunciò un’ordinanza che prevedeva il divieto di “rovistaggio” nei cassonetti dell’immondizia.

Una misura che doveva porre fine all’attività che i rom portano tutt’ora avanti: rovistare tra i rifiuti e poi rivendere quello che viene trovato.

Sull’idea di Alemanno calarono allora grida di sdegno e feroci proteste, soprattutto da parte della sinistra e dalle associazioni certe che l’ordinanza avrebbe affamato i poveri di Roma. Il problema del rovistaggio dal lontano 2008 è rimasto uno dei problemi irrisolti della capitale.

Oggi è intervenuto sul tema Franco Gabrielli, prefetto di Roma alle prese con le inchieste di Mafia Capitale e le mancanze dell’amminitrazione guidata da Marino. Per fermare il rovistaggio dei rom, dice Gabrielli, non bisogna sanzionare i nomadi e vietar loro di rendere una fogna le vie di Roma. Bisogna, invece, eliminare i cassonetti.

Eppure è lo stesso Gabrielli a dire che “il problema del rovistaggio è un problema serio, al pari di quello dei roghi tossici”. Lo ha affermato oggi durante un incontro con i comitati dei cittadini del IX municipio, aggiungendo che è anche una questione “molto semplice da risolvere: basta eliminare il motivo del rovistaggio: eliminando i cassonetti, si elimina il problema”. Un’idea in linea con la proposta dell’assessore alle politiche sociali Francesca Danese, che qualche tempo fa immaginava di delegare ai rom la raccolta differenziata. Togliendo i cassonetti e mandando i rom porta a porta, insomma, secondo la Danese e Gabrielli Roma risolverà i problemi dei rifiuti. Lasciateci la possibilità di nutrire qualche dubbio.

Perché togliendo i cassonetti si può evitare il rovistaggio, ma si invertono i colpevoli. Che non sono i cassonetti, ma chi rovista.

14 luglio 2015

fonte IlGiornale

AP