L’America minaccia Putin: “Porteremo altri tank nell’Ue”

obama

La cosa certa è che Barack Obama non sarà ricordato come il presidente delle grandi vittorie politiche, militari e diplomatiche internazionali.

In molti pensano infatti che in materia di politica estera il democratico arrivato alla Casa Bianca a suon di “yes we can” non si sia rivelato all’altezza del nobel per la pace dato sulla fiducia.

Il 2 luglio, infatti, gli Usa hanno diramato la nuova strategia nazionale militare, un documento che guida gli ambienti militari e politici nelle loro operazioni in giro per il mondo. Oggi alcuni analisti ed esperti nel settore della difesa e in quello militare hanno pubblicato le loro opinioni sulle scelte di Obama, opinioni il più delle volte del tutto negative. A partire, ovviamente, dalla questione russa.

Sul fronte americano, infatti, l’ammonizione che viene fatta al presidente è quella di non essere stato in grado di prevedere “l’annessione della Crimea da parte della Russia”. Una svista, quindi, che potrebbe costare molto agli Usa non solo in termini di credibilità internazionale, ma anche economicamente a causa della recente corsa al riarmo innescata dalla vicenda ucraina.

Oggi, infatti, il capo di Stato maggiore dell’Esercito statunitense, generale Ray Odierno, sul “Wall Street Journal” ha annunciato nuove drastiche misure sul fronte dell’Europa orientale. Dopo aver deciso lo schieramento di armi e truppe in Bulgaria, gli Usa annunciano che il piano di riduzione della presenza militare in tutta Europa verrà fermato e che l’America sta progettando di inviare in Germania mezzi militari pesanti – carri armati e veicoli corazzati per il trasporto truppe – sufficienti ad equipaggiare una brigata meccanizzata. Non è tutto. Il generale, infatti, intende riorganizzate la Quarta divisione di fanteria con base in Colorado, per trasformarla in una “forza regionale allineata per l’Europa”. In poche parole, le risorse mlitari e logistiche di questa divisione verrebbero periodicamente schierate in Europa per dare esercitazioni e manovre nel tratro orientale.

Sul sito web specialistico “Defence News”, però, gli esperti non appoggiano le scelte di Obama. Rebecca Grant, del centro studi Iris Research, per esempio, ne ha criticato la politica di distenzone e aggressione con la Cina. Un’altalena di sostegno e lotta regionale che non porterà alcun vantaggio agli Usa. Anzi, avrà solo effetti negativi. Nel mirino degli esperti sono poi finite le relazioni sulla crisi siriana, con il monito a considerare non solo le minacce interstatali ma anche quelle che provengono da attori non statali come l’Isis. E poi c’è sempre da guardare con attenzione a Putin.

Le preoccupazioni degli addetti ai lavori, infatti, sono enormi. Il generale Martin Dempsey, capo degli stati maggiori riuniti, nel suo rapporto ha sottolineato che esiste una “crescente” probabilità che gli Stati Uniti possano combattere una guerra con una grande potenza internazionale.

La guerra è (sembra) incredibilmente vicina.

di Claudio Cartaldo
Fonte Il Giornale

Roma, 14 luglio 2015