“Le prostitute lavorino negli edifici del Comune”

In Veneto il primo cittadino di Spresiano scrive a Renzi: “Basta squillo in strada, sono disposte ad ospitarle in immobili di proprietà pubblica”

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Che la Lega fosse favorevole alla riapertura delle case chiuse non era più un mistero da tempo.

Ma da oggi c’è un sindaco del Carroccio disposto addirittura a mettere a disposizione immobili di proprietà pubblica da destinare all’accoglienza delle squillo e dei loro clienti. Marco della Pietra, primo cittadino di Spresiano, in Veneto, si è stufato di vedere le strade del proprio comune invase di prostitute e ha pensato di risolvere il problema con un salto nel passato.

Così ha preso carta e penna per scrivere al premier Renzi, invitandolo a “valutare seriamente l’idea di modificare la legge Merlin e di riaprire le case chiuse per liberare finalmente le strade delle nostre città.”

“Da parte mia sono addirittura pronto a mettere a disposizione alcuni locali comunali, distanti dal centro abitato, all’uopo adibiti – aggiunge – Tassiamo la prostituzione e riappropriamoci del nostro territorio – aggiunge – solo così avremo un paese più sicuro e vivibile.”

Renzi, in altre faccende affaccendato, per ora non risponde – né probabilmente lo farà a breve. Resta difficile immaginare che la proposta possa ricevere accoglienza positiva, anche perché senza un adeguamento legislativo potrebbe configurarsi il reato di favoreggiamento della prostituzione. La boutade di Della Pietra, però, riporta al centro del dibattito politico un argomento caldissimo.

14 luglio 2015

fonte Ilgiornale

AP