Orrore Isis, bimbo spara a un prigioniero nonostante le suppliche disperate

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Un orrore che non risparmia nessuno, nemmeno i più piccoli, costretti a trasformarsi da vittime in carnefici: nell’ultimo video pubblicato dall’Isis un bambino uccide alcuni prigionieri con un colpo di pistola sulle rive del fiume Tigri, durante uno dei più grandi massacri mai commessi dallo Stato Islamico. A nulla è valsa la preghiera delle vittime per essere risparmiate: il piccolo jihadista punta la pistola alla testa e guarda i corpi senza vita gettati nel fiume che si colora di macchie rosse.

Le immagini sono state girate durante il massacro di Camp Speicher, conosciuto anche come massacro di Tikrit: il 12 giugno 2014, durante l’avanzata dell’Isis all’interno dell’Iraq, i jihadisti scatenarono la loro furia omicida contro le reclute dell’Aeronautica militare irachena. Tra di loro le vittime accertate furono 160, ma il numero esatto rimane ancora imprecisato. Poi mossero le loro armi contro la popolazione sciita: lo Stato Islamico annunciò pubblicamente l’uccisione di 1.700 sciiti, mentre il 17 settembre 2014 il governo iracheno, in una dichiarazione ufficiale, dichiarò 1.095 perdite.

Le immagini dei bimbi-carnefice sono solo una piccola parte di un video di 23 minuti che l’Isis ha pubblicato on line pochi giorni fa per mostrare al mondo l’atrocità della strage: una vera e propria esecuzione di massa in cui vengono mostrati centinaia di giovani in fila l’uno a fianco dell’altro, in ginocchio e incappucciati, freddati da colpi di pistola e mitragliatrice e gettati in una fossa comune. Altre immagini mostrano esecuzioni singole e un escavatore che sposta i cumuli di corpi.

In base alle foto e ai video pubblicati dai membri dell’Isis, i terroristi hanno sparato da distanza ravvicinata, quindi hanno sepolto i corpi in fosse comuni, come ribadito anche dai rapporti stilati dalle organizzazioni internazionali, con le Nazioni Unite che hanno definito l’eccidio un “crimine di guerra”.

La diffusione del video giunge quattro giorni dopo la decisione del Consiglio giudiziario supremo iracheno di comminare la pena di morte a 24 prigionieri jihadisti accusati di aver partecipato alla strage. Durante la lettura del verdetto, i giudici hanno comunicato che quattro dei 28 accusati sono stati ritenuti non colpevoli, non essendo state trovate prove adeguate del loro coinvolgimento nella strage. «Questo è un messaggio che rivolgo a tutto il mondo e in particolare agli sciiti: stiamo arrivando» ha detto un leader non identificato dell’Isis all’indomani della pubblicazione del video.

15 luglio 2015

fonte IlMessaggero

AP