Arrestato per la morte del collega carabiniere “Non volevo uccidere”

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E’ durato quasi due ore e mezza l’interrogatorio nel carcere di Spoleto, davanti al Gip D’Auria, a carico di Emanuele Armeni, 38 anni, il carabiniere arrestato giovedì dalla squadra mobile di Perugia e dal Ros di Roma, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario relativamente alla morte dell’appuntato scelto dei carabinieri Emanuele Lucentini.

Armeni è assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Marco Zaccaria, del foro di Roma. «E’ stato un interrogatorio – ha detto l’avvocato Zaccaria – che s’è svolto serenamente con il mio assistito che ha risposto a tutte e domande. L’ho trovato distrutto. Era già profondamente provato per la vicenda ed ora lo è ancor di più per lo stato di detenzione. Ha risposto a tutte le domande ed ha chiarito le eventuali zone d’ombra. L’indagato ha ribadito che s’è trattato di un incidente. Abbiamo avanzato – prosegue – richiesta di scarcerazione – e il giudice s’è riservato. Il pronunciamento, in base alla norma, è previsto entro 5 giorni. Rispetto al movente, ribadisco che non ce ne è alcuno. Il mio assistito ha ribadito che con il collega Lucentini ci sono stati ottimi rapporti, mai questioni – conclude il legale – ne litigi».

È partito dalla mitraglietta della stessa vittima, che il collega poi arrestato stava scaricando, il colpo che ha ucciso il carabiniere Emanuele Lucentini. È quanto emerso nel corso dell’interrogatorio di garanzia al quale è stato sottoposto oggi, davanti al gip di Spoleto, l’appuntato scelto Emanuele Armeni, arrestato con l’accusa di omicidio. “Operazione che il mio cliente fece a titolo di cortesia” ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Marco Zaccaria.

LA FAMIGLIA DEL CARABINIERE UCCISO NON SORPRESA DALL’ARRESTO

Segue con attenzione l’evolversi dell’indagine ma preferisce evitare commenti la famiglia di Emanuele Lucentini, il carabiniere di Tolentino morto il 16 maggio scorso e per il cui omicidio è stato arrestato il collega Emanuele Armeni. La vedova del militare ucciso vive a Spello. “Da subito abbiamo detto che cerchiamo la verità e ogni elemento utile a trovarla lo valutiamo positivamente” ha ribadito oggi l’avvocato Giuseppe Berellini che insieme alla collega Maria Antonietta Belluccini rappresenta la famiglia.

I legali hanno quindi espresso apprezzamento per l’attività della magistratura. L’arresto di Armeni non sembra comunque abbia particolarmente sorpreso i congiunti di Lucentini. Questi e i loro legali erano infatti apparsi da subito piuttosto dubbiosi sull’ipotesi del colpo partito accidentalmente. Soprattutto per le particolari caratteristiche e sicurezze delle quali è dotata la mitraglietta da cui è partito il colpo.

Ancora da chiarire rimane invece il movente di quello che per la procura di Spoleto è stato un omicidio. Lucentini e Armeni il 16 maggio avevano fatto insieme il turno di notte. Il colpo partì al momento del cambio turno, durante le operazioni di scarico delle armi.

16 luglio 2015

fonte Corriere Adriatico

AP