«Ho ucciso la mia migliore amica e sono andata al funerale per non destare sospetti»

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Oggi ha pagato il proprio debito con la giustizia, ma il suo atroce gesto, e le confessioni a posteriori, non potranno mai essere cancellati.

Karen Severson, oggi 47enne, è una donna californiana che ha scontato una condanna di 21 anni per l’assassinio della sua migliore amica, la 17enne Michelle ‘Missy’ Avila, avvenuto nell’ottobre del 1985. Le due si erano conosciute casualmente durante l’infanzia, quando Missy stava cercando in strada il proprio gattino, scomparso da casa. Da quel giorno diventarono grandi amiche ma con l’adolescenza le cose cambiarono: Missy era circondata da ragazzi che la corteggiavano, Karen non riscuoteva lo stesso successo.

A 14 anni Karen conobbe un ragazzo, se ne innamorò e rimase presto incinta. Per il bambino, la donna lasciò la scuola e cambiò totalmente vita, ma la relazione con l’allora fidanzato iniziò a deteriorarsi. Poco dopo, Karen scoprì il ragazzo in atteggiamenti intimi proprio con Missy, e questo scatenò la sua furia. L’atroce vendetta si consumò qualche mese dopo: con l’aiuta di un’amica, Laura Doyle, anche lei condannata per concorso in omicidio, Karen uccise Missy, le rasò i capelli e nascose il cadavere sotto un gigantesco tronco di un albero in un bosco. Il corpo della ragazza fu ritrovato pochi giorni dopo.

«Quando venni a sapere che l’avevano ritrovata, iniziai a sentirmi male, ma fremevo per sapere tutti gli sviluppi dell’indagine» – racconta la donna in dichiarazioni riportate dal Mirror – «Ricordo che quel giorno passai il tempo a incoraggiare i suoi parenti, poi andai anche al funerale e mi comportai come se niente fosse, per non destare sospetti».

17 luglio 2015

fonte IlMessaggero

AP