Il boss incontrava l’amante in cella: condannata guardia carceraria

chiavi carcere penitenziaria
Permise incontri tra uno dei ras del clan Cesarano e la sua amante mentre era detenuto in carcere, condannato 47enne ex guardia carceraria. Il verdetto è stato emesso dal collegio della prima sezione penale del tribunale di Torre Annunziata – presidente Maria Laura Ciollaro – che ha condannato a 3 anni e mezzo Vincenzo Orlando, all’epoca dei fatti assistente capo della Polizia Penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Secondigliano.

Secondo l’accusa – rappresentata in aula dal pm Pierpaolo Filippelli della Dda di Napoli – Orlando si fece corrompere con mazzette per «chiudere un occhio», permettendo gli incontri tra Antonio Inserra alias «Tonino ‘o guerriero» e l’amante, un’infermiera di Torre del Greco in servizio proprio presso il carcere napoletano.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Orlando e un altro collega – Pasquale Cipollaro, già condannato in abbreviato – permettevano il «viavai» di pizzini per le disposizioni da consegnare nelle mani dei gregari del clan Cesarano, cosca camorristica con basi nella periferia di Castellammare di Stabia ed affari illeciti nel mercato dei fiori di Pompei e in altri Comuni della zona.
I secondini corrotti, però, avrebbero permesso anche l’ingresso in carcere di un telefonino con il quale Tonino ‘o guerriero comunicava con parenti e affiliati. L’unico stralcio del processo «Easy Mail» che si è tenuto con rito ordinario si è chiuso anche con la condanna a 9 anni e mezzo per Salvatore Inserra, fratello del ras Antonio.

17 luglio 2015

fonte IlMattino

AP