Il sindaco sfratta i profughi, scontri polizia-no global

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I 101 profughi ospitati in un residence di Quinto di Treviso, contro i quali da due giorni è in atto una protesta dei residenti, sono stati spostati.
I migranti, ha spiegato il sindaco di Quinto Mauro Dal Zilio, sono stati condotti nell’ex caserma Serena, situata al confine tra Casier e Treviso. La caserma Serena è una struttura vuota, non utilizzata dai militari e dotata di tutte le condizioni per poter accogliere i profughi. Anche il presidente del Veneto, Luica Zaia, oggi è tornato nel residence di Quinto.

La notizia è stata accolta con gioia dai manifestanti. «È una grande vittoria – spiega un residente, che ha partecipato al presidio di questi giorni – frutto di una battaglia condotta civilmente, a parte qualche intemperanza. E soprattutto – continua – in un clima di grande solidarietà anche da parte delle persone che non abitano nel condominio». Resta peraltro l’incognita sulla destinazione degli altri 63 profughi che la Prefettura di Treviso ha annunciato arriveranno in zona tra oggi e domani.

I profughi lasciano gli alloggi

COLLETTIVO ZTL SCATENATO – In città a Treviso giornata di forte tensione: alle 11.30 si sono verificati scontri in piazza dei Signori tra polizia e collettivo Ztl.

Il collettivo era andato ad occupare l’ingresso della Prefettura in piazza dei Signori in segno di protesta per la gestione dei profughi a Quinto, chiedendo le dimissioni del prefetto per averli spostati.
Sarebbero 38 gli esponenti del collettivo Ztl, vicino ai centri sociali di Treviso, trattenuti. dopo la manifestazione promossa dall’associazione nei locali a pianterreno della prefettura.
Ieri sera si era verificata anche l’aggressione verbale ad Antonella Tocchetto, consigliera comunale a Treviso: l’esponente del Pd è stata portata via dalla polizia per evitare scontri fisici con i residenti.

IL SINDACO DI TREVISO CONTRO IL PREFETTO – «Il Prefetto di Treviso ha creato il problema e invece di risolverlo continua ad esacerbarlo, prendendosela con la gente, minacciando denunce». A dirlo il sindaco di Treviso Giovanni Manildo, in merito alle vicende e le tensioni legate alla presenza di profughi a Quinto di Treviso. «In questi giorni – dice – sta emergendo con forza una verità schiacciante: i sindaci della Marca sono al fronte, lasciati soli dal Ministro dell’Interno Alfano e dal Prefetto – sua emanazione sul territorio – a gestire l’emergenza. Davanti a questa situazione esplosiva continuiamo a denunciare, inascoltati, un problema che non dobbiamo gestire noi». «Non c’è destra o sinistra, non c’è Lega o Pd, non ci sono schieramenti: qui si tratta solo – rileva – di dare risposte che non dovrebbero venire da noi. Ma tant’è: non è possibile replicare le scene a cui abbiamo assistito a Quinto di Treviso. Qualcuno ha parlato di razzismo, ma non c’entra nulla: ci sono solo dei cittadini allo stremo. Qui si parla di persone, di vite e di una questione della quale il Ministro Alfano si sarebbe dovuto occupare da tempo. Sono stanco di sentire che i veneti sono razzisti: secondo la Caritas la provincia di Treviso è uno dei territori dove l’integrazione è tra le più alte. Anche per questo chiediamo che, rispondendo alla lettera dell’On. Casellato, Alfano venga in Veneto, in provincia di Treviso al più presto. Non può un Ministro lasciare inascoltata la voce di questo territorio».

L’intervista a Manildo

17 luglio 2015

fonte IlGazzettino

AP