“Ideona” per togliere la Tasi Tassare di più le case al mare

La proposta choc del governo raccoglie consensi solo tra i sindacati. I costruttori in rivolta: “Così è una beffa”
case popolari Ancona-2

Non è nemmeno iniziata la festa per l’abolizione della Tasi sulla prima casa annuncia da Matteo Renzi, che gufi e contabili si mettono a fare le pulci al premier.

Che lo voglia o no, le coperture andranno trovate. Prima che la cancellazione della tassa sui servizi diventi anche solo una bozza, tra Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia dovranno capire se e come realizzare l’idea lanciata la settimana scorsa. Sulle copertura per ora ci sono solo ipotesi di scuola di addetti al settore o voci raccolte in ambienti vicini alla Ragioneria dello Stato (che Renzi sta ridimensionando).

Inquietanti quanto basta per rovinare il clima da inizio ferie. Anche perché l’ipotesi di copertura più probabile colpisce il secondo immobile di proprietà. La casa al mare, o in montagna, che è già stata massacrata di tasse negli ultimi anni. Case di villeggiatura, immobili affittati o da affittare, poi negozi, uffici e capannoni. Tutto quello che non è abitazione principale. Ufficialmente i soldi si troveranno con la spending review oppure in deficit, cioè portando il rapporto tra l’indebitamento e il Pil vicino alla soglia del 3%. Come è già successo in passato, l’Unione europea non ce lo permetterà. Difficile che dia risultati anche un’altra possibile copertura come il taglio delle agevolazioni fiscali. Gli ultimi tre governi hanno promesso di ridurre le circa 720 tax expenditures . Ma proprio ieri il dipartimento delle Finanze ha reso noto che tra il 2011 e il 2015 ne sono state abrogate nove e create 35 nuove. Una battaglia persa in partenza, quindi.

Facile quindi che Renzi decida di raccogliere i tanti inviti ad introdurre maggiore «equità», che gli vengono dalla sinistra, decidendo di colpire i proprietari di seconde case.

Abolire la Tasi sulla prima costa 3,5 miliardi. Si arriva sopra 5 miliardi con le altre misure annunciate come l’abrogazione dell’Imu agricola e quella sugli «imbullonati», cioè sui macchinari delle imprese industriali. Si va oltre i 6,5 miliardi se si decide di abrogare totalmente la Tasi e introdurre la famosa Local Tax. Ma a quel punto è facile che si alzino i tetti massimi delle aliquote sulla seconda casa.

Ipotesi di scuola, appunto. Ma solo l’idea fa preoccupare non poco Confedilizia, che da mesi chiede un alleggerimento della pressione su tutti gli immobili. Alzare l’Imu o la Tasi sulle abitazioni diverse da quella principale? «Sarebbe una beffa», commenta il presidente Giorgio Spaziani Testa. «Non solo non bisogna aumentare le tasse, ma c’è la necessità di diminuirle in modo diffuso. I danni provocati da questa politica sono provati e sono stati causati dalla tassazione su tutti gli immobili, non sol sull’abitazione principale. Inasprire la pressione è il modo per deprimere ulteriormente i consumi e accelerare la distruzione dei settori collegati all’immobiliare».

L’idea di Renzi raccoglie consensi tra i sindacati. Il leader della cisl Annamaria Furlan però chiede che prima si estenda il bonus da 80 euro anche ai pensionati, fino ad oggi esclusi. Ancora contraria la sinistra del Pd, alla quale ha replicato il responsabile economia del Pd Filippo Taddei accusando l’opposizione interna di «benaltrismo».

22 luglio 2015

AP