Tasse, Bruxelles gela Renzi: “È presto per la flessibilità”

Padoan spera in un aiutino della Ue per finanziare il taglio delle tasse. Ma Moscovici frena: “Prima vediamo le proposte”
Consiglio dei ministri approva la legge di stabilità

L’ipotesi di un maggior indebitamento per assicurare le coperture necessarie al taglio delle tasse esiste.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan non ne fa mistero.

D’altra parte, dallo scorso gennaio, c’è una clausola europea sulla flessibilità consentita sui conti pubblici per qui Paesi dell’Eurozona che fanno riforme. “L’Italia ne ha già chiesto l’attivazione, e non a caso l’ha ottenuta”, spige il titolare del dicastero di via XX Settembre riflettendo, in una intervista al Foglio, sulla possibilità che Bruxelles dia il via libera al piano annunciato da Matteo Renzi.

“I tagli delle tasse devono essere credibili, finanziati in tutto o in parte con tagli di spesa. Le riforme consentono di beneficiare della flessibilità”. Nell’intervista al Foglio, Padoan è convinto l’Europa farà all’Italia concessioni sul deficit per ridurre la pressione fiscale: “Da 12 mesi a questa parte è completamente cambiato il modo in cui Bruxelles guarda al nostro paese. Siamo diventati un esempio, è passato il momento in cui si discuteva del decimale di aggiustamento in più o in meno”. Eppure non sembra escludere del tutto le ipotesi di finanziare le coperture con altre tasse o un taglio maggiore della spesa pubblica. “È indubbio che cancellando la Tasi occorre pensare anche a come garantire le risorse per i comuni – continua – mentre la revisione della spesa pubblica è d’obbligo, considerate anche le clausole di salvaguardia da disinnescare”.

L’ex capo-economista dell’Ocse torna poi a difendere l’euro difendendo le ragioni che sconsigliano l’uscita dalla moneta unica. “Primo punto – elenca – l’uscita è la scelta della disperazione e l’Italia non è un paese disperato”. In secondo luogo, continua, “la teoria economica si è sbizzarrita sugli scenari possibili, ma in realtà lì fuori è solo terra incognita”. Infine, sottolinea come “uno stato che uscisse perchè troppo indebitato, con il debito che restasse in euro, vedrebbe aggravarsi la sua posizione. Così, siamo al terzo punto, si accelera la strada verso il default, un’ altra tragedia non valutabile”.

Il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha subito messo le mani avanti: “Esamineremo le misure che proporrà il governo italiano alla luce delle nostre regole sulla flessibilità”. Una volta messo a punto il fantomatico piano per ridurre la pressione fiscale, la partita si sposterà da Roma a Bruxelles. E lì, Renzi non ha mai portato a casa una vittoria.

22 luglio 2015

AP