Grecia, nuovo sì del Parlamento al piano Tsipras, Syriza tiene

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Il Parlamento greco ha approvato in tarda notte il secondo pacchetto di riforme (VIDEO) concordato da Tsipras con l’Ue. Vota sì anche Varoufakis. Il premier guadagna consensi in Syriza. “Abbiamo lottato e sono sicuro che vinceremo”, aveva detto in serata. La Bce aumenta intanto la liquidità di emergenza alle banche greche di altri 900 milioni.

Fmi, al tavolo solo se fatti concreti su debito
Perche’ il Fmi si sieda al tavolo sul nuovo programma della Grecia “ci devo essere impegni concreti e specifici sul fronte della ristrutturazione del debito”. “Il cammino e’ difficile – ha detto il portavoce Gerry Rice – ma la nostra posizione e’ chiara: una ristrutturazione e’ assolutamente necessaria perche’ il programma sia realmente efficace”. “L’eventuale coinvolgimento del Fondo monetario internazionale sul nuovo programma della Grecia – ha ribadito il portavoce – dipendera’ da due fattori. Il primo e’ il cammino delle riforme su cui Atene si deve impegnare attuando le misure prese. Il secondo e’ la ristrutturazione del debito, fronte sul quale ci devono essere impegni concreti e specifici”. “Solo cosi’ – aggiunge Rice – si potranno fare quei progressi necessari per andare avanti e centrare gli obiettivi della sostenibilita’ del debito della Grecia nel medio termine e quello della stabilizzazione della crescita economica e dell’occupazione nel Paese”. A chi gli chiedeva se fosse gia’ programmata una missione del nuovo responsabile del Fondo per la situazione greca, Delia Velculescu, il portavoce ha infine risposto come ancora non ci sia una data fissata, spiegando che si sta lavorando proprio sulle modalita’ con cui riprendere eventualmente la discussione.

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Ue, secondo voto in tempo e soddisfacente – Le istituzioni (Commissione Ue, Bce e Fmi) hanno effettuato una “rapida valutazione” del voto di stanotte in Grecia e hanno concluso che “le autorità greche hanno attuato legalmente il secondo set di misure concordate con l’Eurosummit in tempo e in modo generalmente soddisfacente”: così una portavoce della Commissione Ue.
“Stamattina presto il Parlamento greco ha fatto un altro importante passo verso l’applicazione degli impegni concordati con l’Eurosummit nelle conclusioni del 13 luglio per ricostruire la fiducia tra la Grecia e i partner internazionali”, spiega la portavoce della Commissione europea. “Una larga maggioranza di deputati (230 a favore e 60 contro, rispetto ai 229 contro 64 della scorsa votazione) ha adottato il secondo pacchetto di riforme necessarie al progresso dei negoziati sul programma di sostegno alla Grecia”, prosegue. “Ora i negoziati sul Memorandum devono proseguire il più rapidamente possibile“, conclude la portavoce.


Il governo Tsipras supera anche la seconda boa sulla strada che porta al nuovo programma di aiuti europeo e riduce, seppur lievemente, la ‘ribellione’ all’interno di Syriza, portando dalla sua parte persino l’irriducibile Varoufakis, paladino della lotta all’austerità targata Bruxelles.

Il Parlamento di Atene dice sì al secondo pacchetto di riforme richieste dai creditori internazionali per riavviare i negoziati sul piano di salvataggio da oltre 80 miliardi. Al termine di un dibattito protrattosi fino a tarda notte, l’esito del voto certifica 230 sì, 63 no, 5 astenuti.Tsipras incassa questo nuovo successo e soprattutto scongiura l’ulteriore indebolimento del suo partito, Syriza, che aveva già registrato l’uscita dell’ala più radicale dopo il voto sulle prime riforme, la settimana scorsa. Votano no soltanto in 36, rispetto ai 39 che si erano opposti la prima volta. Tra i sì, a sorpresa, anche l’ex ministro delle Finanze, anche se si tratta di un appoggio solo per fare guadagnare tempo al governo nella trattativa con i creditori, precisa lui stesso.

Sul tavolo, in Parlamento, c’erano le modifiche al codice di procedura civile e l’adozione delle regole europee sulla risoluzione delle banche in fallimento. Il sì a queste riforme consentirà di avviare il negoziato con la ex Troika (Ue, Bce e Fmi) e chiudere un accordo sul piano di salvataggio entro la scadenza del 20 agosto, quando Atene dovrà restituire 3,2 miliardi alla Banca Centrale Europea. Tsipras, prima del voto, ha ribadito che il compromesso accettato a Bruxelles è stato difficile, ma l’alternativa sarebbe stata la Grexit o il default.Comunque, ha rilevato, il piano garantirà aiuti che copriranno totalmente le esigenze greche per i prossimi tre anni, inoltre darà il via alla discussione sulla ristrutturazione del debito. “Abbiamo lottato e seminato, e vinceremo”, ha assicurato il premier. Alla vigilia del voto è tornata a farsi sentire la piazza: il maggiore sindacato del settore pubblico, l’Adedy, è sceso in strada radunandosi in piazza Syntagma “contro il nuovo piano di salvataggio e per ribaltare l’austerità e difendere la sovranità popolare”.

Alcuni manifestanti a volto coperto hanno lanciato bombe carta contro la polizia schierata a difesa del Parlamento, ma non ci sono stati contatti. In ogni caso, la rottura con i creditori e le prospettive di fallimento sono al momento scongiurati. E Tsipras continuerà a vivere in un insolito paradosso: eletto a furor di popolo contro la Troika e la ferrea disciplina di bilancio imposta da Bruxelles, adesso il giovane capo di governo di sinistra si ritrova come tifosi – seppur interessati – proprio i vertici europei. Tanto che, in segno di fiducia nei suoi confronti, la Bce ha aumentato la liquidità d’emergenza fornita alla Grecia di altri 900 milioni, come la scorsa settimana. Dall’altra parte della barricata, invece, tutti coloro che gli rimproverano di aver abdicato all’austerità. Come il suo ex braccio destro, Varoufakis. Che tuttavia, al termine di questa lunga notte, gli ha concesso un altro po’ di tempo.

Fonte Ansa

Roma, 24 luglio 2015