Lesioni, Resistenza, Minaccia e Oltraggio a P.U.. Arrestato un agricoltore

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Maltratta la moglie e le spara con un fucile ad aria compressa, ferisce, oppone resistenza, minaccia e oltraggia pesantemente i Poliziotti intervenuti a seguito della richiesta d’aiuto della donna, giunta al numero di soccorso pubblico della Polizia di Stato “113”. Questo è l’epilogo di una storia familiare deteriorata che vedrà P.V., classe 1948 di Solarussa (OR) ma residente in agro di Siamaggiore, agricoltore di professione, pregiudicato per reati specifici, finire arrestato e rinchiuso nelle celle di sicurezza della Questura. Sono da poco trascorse le 19:45 di ieri quando P.D. chiama il “113”: “accorrete mio marito è ubriaco e mi ha sparato con il fucile”. L’Operatore “46” si sincera delle condizioni di salute della donna, le consiglia di mettersi al riparo e la invita a rimanere al telefono in modo da poter pilotare in sicurezza l’intervento delle pattuglie che nel frattempo aveva inviato sul posto. In pochi minuti 3 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna raggiungono e si appostano nei pressi dell’abitazione. Grazie alle indicazioni ricevute dalla Centrale Operativa individuano P.V. che si aggira in cortile. Non è armato e quindi fulmineo scatta il blitz. La reazione fisica e verbale di P.V., in evidente stato di ebbrezza alcolica, è spropositata. Oppone resistenza, spintona e ingiuria i Poliziotti. Corre nel capanno e afferra il fucile ma gli Agenti lo disarmano e lo immobilizzano. Solo dopo si scoprirà che si trattava di un fucile ad aria compressa ma la condotta di P.V. non può che tradursi in un arresto per Lesioni, Resistenza, Minaccia e Oltraggio a Pubblico Ufficiale, e Maltrattamenti in Famiglia. Due Poliziotti dovranno poi ricorrere alle cure mediche per lievi escoriazioni e contusioni varie. P.V. è stato quindi condotto in Questura e rinchiuso nelle celle di sicurezza in attesa del processo che si è svolto oggi alle ore 12:00 davanti al Giudice Monocratico. I Capi d’imputazione pronunciati dal Pubblico Ministero non hanno lasciato dubbi al Giudice che ha condannato P.V. a  6  mesi di reclusione con pena sospesa grazie alla concessione del beneficio della libertà vigilata.
Oristano, 24 luglio 2015