Gasparri: “Pd contro la Bindi Vogliono ostacolare l’Antimafia”


È un fiume in piena il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. «Bisogna commissariare il Comune, e subito!». Il Comune è Roma, e l’argomento è Mafia Capitale, specie in rapporto alle due relazioni, quella della Commissione d’accesso voluta dall’ex prefetto Pecoraro e quella del suo successore Gabrielli. Relazioni che si concludono in due modi opposti: la prima chiede il commissariamento, la seconda no. «Io mi sono occupato proprio di questo – spiega Gasparri – Ho presentato una mozione, che non è stata calendarizzata per volere del Pd, in cui chiedo proprio di discutere della differenza tra quanto scritto nella relazione della Commissione d’accesso incaricata da Pecoraro e in quella dell’attuale prefetto Gabrielli. Avete fatto bene a pubblicarle su Il Tempo , è un arricchimento».

Lei che idea si è fatto?

«Che esiste un condizionamento di quel mondo di Buzzi & Co. sul Consiglio Comunale attuale. Se Buzzi ha influito sugli eletti, vuol dire che ha influenza su questa consiliatura e non solo, da come si legge nelle intercettazioni. D’altronde basta vedere l’ex assessore Ozzimo. O la sua ex moglie, l’onorevole Micaela Campana, responsabile welfare del Pd, che si mandava degli sms confidenziali con Buzzi chiamandolo “Grande Capo”. C’è tutto un mondo che ha operato in questi anni, e ha operato in una maniera molto chiara»

Come se ne esce?

«Il commissariamento è l’unica soluzione. Scusi, è o non è un’organizzazione criminosa, quella di Mafia Capitale? Ci sono consiglieri di varia provenienza politica che sono stati eletti in base a quegli appoggi. Se il consigliere Mario Rossi della lista A e il consigliere Giovanni Verdi della lista B vengono eletti con il sostegno di questa organizzazione, che poi li contatta per far cacciare Tizio o premiare Caio, vuol dire che sono sotto controllo. Ed è gravissimo. Pensare di cavarsela con la rimozione di qualche funzionario o il miniscioglimento di Ostia suona tanto come una barzelletta. Bisogna che li mandino tutti a casa. E io ho intenzione di fare una battaglia politica su questo punto, se è necessario bisogna portare la gente a manifestare».

Sì, ma dopo che fase si aprirebbe?

«Il commissariamento dovrebbe essere lungo e affidato ad un gruppo di persone capaci. La legge indica 18 mesi prorogabili, ecco, io credo che un paio d’anni andrebbero bene. Ciò sarebbe utile ai cittadini, che avranno più efficienza nella gestione della città. Alla politica, che avrà tempo di riflettere; anche noi nel centrodestra dobbiamo farlo, analizzando quanto è accaduto, individuando le responsabilità e applicando una seria pulizia. E poi il commissariamento servirebbe alla burocrazia, che da questa storia non mi pare esca meglio della politica».

E Marino, in tutto questo?

«Di Marino non mi interessa, se fosse consapevole o meno. A me interessa la città. Ma ha visto che sta succedendo? La metro che corre con le porte aperte, il Giubileo si avvicina e non c’è ancora una iniziativa chiara. E poi vogliamo parlare di Olimpiadi? Qualche giorno fa ho detto a Malagò che è il caso di guardarcele in tv e non è opportuno continuare a inseguirle».

E il Pd, in tutto questo, come si comporta?

«Mi pare ci sia poca voglia di fare chiarezza. Lo dimostra l’ostacolo messo alla mia mozione. E poi lo testimonia l’atteggiamento tenuto in Commissione Antimafia. Stanno tentando di impedire a Rosy Bindi di parlare dell’argomento, io le ho anche scritto una lettera. C’è un clima di pressione e intimidazione attorno a lei ma credo proprio che lei non si farà condizionare. È tutto assurdo, chissà di cosa dovrebbe parlare l’Antimafia, del caldo forse?».

Poi c’è Renzi. Spesso manda ultimatum a Marino, che puntualmente cadono nel vuoto.

«Certo, c’è una classe dirigente del Pd romano, eletta con le primarie, che ha molto da spiegare. Hanno avuto il sostegno di Buzzi o no? Renzi sta esitando perché è circondato da gente cresciuta in questi contesti».

Quindi lei intende dire che Mafia Capitale mette in discussione la stessa ragione di esistenza del Pd?

«Non c’è dubbio. Ci sono colpe anche nel centrodestra, è bene ricordarlo. Ma Buzzi & Co. nascono nell’alveo della sinistra».

Mettiamo in fila due figure. Marino e Crocetta.

«E Vendola lo dimentica? Vendola, Crocetta e Marino sono tre vicende vomitevoli. Che dimostrano quanto la sinistra della superiorità morale alla fine si sia squagliata».

25 luglio 2015

fonte ILTEMPO