Svolta sull’omicidio di Maria Luisa Fassi, la tabaccaia ammazzata nel suo negozio di Asti. Ecco cosa avrebbe confessato un uomo

Maria Luisa Fassi era stata ritrovata cadavere la mattina dello scorso 4 luglio nel suo negozio. La persona fermata, un 46enne italiano, ha confessato. Si sarebbe trattato di una rapina finita male.
tabaccaiauccisa

Un uomo, P.F., italiano, 46 anni. Il movente: una rapina finita male. E’ l’identikit della personata fermata per l’omicidio di Maria Luisa Fassi, la tabaccaia 54enne ammazzata nel suo negozio di Asti, lo scorso 4 luglio, con 44 coltellate. “Migi”, figlia dei ristoratori del “Gener Neuv”, aveva lasciato il marito e due figli. Resta però da  capire cosa abbia spinto il killer a colpire la donna con l’efferatezza che ha caratterizzato il delitto.
Il fermo

L’uomo è stato portato questa mattina nella caserma dei carabinieri di Asti ed è stato interrogato a lungo. Alla fine avrebbe confessato tutto: ha ucciso al termine della rapina. Lo scrive l’Ansa. All’interrogatorio ha preso parte anche il pm Luciano Tarditi, che ha coordinato l’inchiesta. Nelle ultime settimane i Ris avevano lavorato fervidamente sulle tracce lasciate nel negozio e sui possibili sospetti. Ad esempio, l’impronta di scarpa maschile delineata nel lago di sangue. In realtà l’ipotesi della rapina, inizialmente considerata la prima possibile, era stata successivamente scartata dagli inquirenti.
L’omicidio della tabaccaia

Secondo quanto ricostruito dalla scientifica, il killer è entrato nell’edicola  alle 7,30. In quel momento non c’era nessuno. Con grande ferocia si è scagliato contro la donna, che in quel momento si trovava nel lato sinistro del negozio, dietro i quotidiani. In pochi istanti, Maria Luisa è stata coperta di coltellate in tutto il corpo. Prima al petto, con la perforazione di un polmone, poi all’addome e al bacino. “E’successo tutto in pochi minuti. Era appena arrivata – racconta la commerciante e amica che passava da lei tutti i giorni a comprare il giornale – Lei è arrivata sulla sua Vespa, come faceva tutti i giorni. Era così allegra”.
Un omicidio per una rapina da 800 euro

“Non so spiegarmi perché l’ho fatto: alle urla di quella donna ho perduto la testa”, avrebbe detto l’arrestato, magazziniere incensurato con alle spalle una difficile situazione economica e familiare che avrebbe ucciso per 800 euro. I carabinieri lo hanno fermato al termine di quello che hanno definito un “meticoloso incrocio di numerosi elementi investigativi”. “Quando ha confessato era un uomo disperato”, ha detto il sostituto procuratore Luciano Tarditi. “Domani presenterò richiesta di convalida dell’arresto al gip”, ha aggiunto il magistrato. L’uomo era già stato ascoltato nei giorni scorsi dagli investigatori perché la sua auto, una Renault Megane grigia, compariva nelle immagini delle telecamere di sicurezza davanti alla tabaccheria di via Volta all’ora dell’omicidio. Quando è crollato l’uomo avrebbe raccontato di essere arrivato davanti alla tabaccheria, che ogni tanto frequentava, poco dopo le 7 dello scorso 4 luglio e di avere atteso l’orario di apertura. “Volevo i soldi, poi non so cosa è successo, non ci ho capito niente”, avrebbe spiegato. L’arrestato avrebbe buttato l’arma del delitto alla periferia di Asti, in una zona dove sono in corso le ricerche dei carabinieri.

25 luglio 2015

fonte FanPage

AP