GP Ungheria, bis di Vettel nel festival degli errori

Seconda vittoria stagionale per Vettel, la prima all’Hungaroring. La pessima partenza di Hamilton, gli errori e gli incidenti di Rosberg aiutano la Ferrari. Per metà gara Raikkonen fa sognare la doppietta, ma è costretto al ritiro per un guasto all’MGU-K. Due McLaren a punti.
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Il festival degli errori promuove Sebastian Vettel. Il tedesco, primo ferrarista al comando dal primo all’ultimo giro dal GP di Singapore del 2010, conquista la sua prima vittoria all’Hungaroring, la seconda stagionale. La pessima partenza e i due tamponamenti mettono fuori gioco Hamilton, il sorpasso troppo muscolare di Ricciardo che gli fora la gomma costringe alla resa Rosberg. E le Mercedes, sempre con due vetture a podio nelle prime nove gare stagionali, per una volta restano nelle retrovie nonostante lo svantaggio cancellato a metà gara dall’ingresso delle safety car: solo sesto Hamilton, ottavo Rosberg. Vettel conquista così la 41ma vittoria in carriera, eguagliando il record di Ayrton Senna. Per quasi 50 giri, Raikkonen è rimasto secondo, e ha fatto sognare la prima doppietta dopo 94 gran premi e 1827 giorni per la Ferrari che a Spa festeggerà i 900 GP in Formula 1. Miglior risultato in carriera per Kvyat, secondo, davanti a Dani Ricciardo, su una Red Bull rinata grazie alle caratteristiche di un tracciato “amico”. Quarto Verstappen, mai così in alto in questo 2015, davanti alla McLaren di Alonso, al primo vero sorriso del Mondiale, a pochi giorni dal 34mo compleanno. L’asturiano arriva anche davanti a Hamilton, sesto, e completa la prima domenica incoraggiante per la scuderia di Woking con Button, di cui si parla come possibile successore di Bottas se il finlandese dovesse passare in Ferrari, nono. A punti anche Grosjean, settimo, e Ericsson, decimo.

Ferrari, che partenza! – Massa, il più legato a Jules Bianchi con cui condivideva lo stesso manager Nicolas Todt, si ferma troppo presto rispetto alla casella in griglia e per questo verrà penalizzato di cinque secondi. Si corre così sulla distanza dei 69 giri, uno in meno di quelli previsti, perché si deve ripetere la procedura di ricognizione. E’ il primo inconveniente simile in stagione, a una gara dal passaggio a una partenza manuale. Pessimo al via anche Hamilton, che si ritrova quarto, dietro anche a Rosberg. Il dominatore delle libere e delle qualifiche, mai troppo a suo agio con la nuova frizione e i diversi dischi dei freni montati da Barcellona sulle W06 Hybrid, nel tentativo di aggredire Rosberg va lungo alla chicane e scivola in decima posizione. L’entusiasmo sulle gradinate è tutta per le Ferrari di Vettel e Raikkonen che pur scegliendo la traiettoria esterna, la meno vantaggiosa alla prima curva, riescono a infilare le Mercedes  e si presentano in testa, in parata, al termine del primo giro. Per un attimo sembra di rivedere Schumacher e Barrichello sulle rosse che non si trovavano al primo e secondo posto in un gran premio da Barcellona 2013, e non monopolizzavano le prime due posizioni già dopo un solo passaggio dal GP di Germania del 2012. Il tedesco, che raggiunge le 50 tornate completate in testa in questa stagione, guadagna un margine superiore ai quattro secondi nei primi sei giri su Rosberg. Ed è per certi versi sorprendente, con temperature più basse rispetto alle qualifiche, dovute al temporale che ha bagnato il tracciato stamattina, il rendimento del Cavallino con la macchina pesante e le gomme soft. Vettel mantiene tempi costanti e al 15mo giro viaggia addirittura un secondo meglio di Rosberg.

Le difficoltà di Hamilton – E’ il secondo gran premio in cui le Mercedes perdono il comando già al primo giro, e Hamilton, bloccato nel traffico e costretto a un sorpasso al limite su Massa (arriva praticamente al contatto ruota contro ruota), medita di cambiare subito strategia. Anche Rosberg, però, soffre rispetto alle rosse, soprattutto nel secondo settore, il più guidato e caratterizzato da una successione di curve tecniche, dove già ieri lamentava un continuo sottosterzo. Al 19mo giro, Raikkonen ha di nuovo un piccolo problema all’ala anteriore, come venerdì, ma stavolta però si stacca solo una delle due telecamere. La gara si accende per un paio di duelli tra Perez e Maldonado, avversari molto polemici qualche stagione fa in GP2, con il messicano della Force India che finisce nella via di fuga in testacoda, ma riparte e il venezuelano penalizzato. Vettel si ferma al 22mo giro e sceglie di proseguire anche per il secondo stint con le option, le soft, come Raikkonen che rientra un giro più in là. Strategie diversificate invece per le Mercedes: Rosberg opta per le medie, Hamilton, che deve rimontare, continua con le morbide e all’uscita del pit stop rientra subito dietro Ricciardo che ha le Medium, le “prime” con la banda gialla che pagano rispetto alle mescole più morbide un gap, in termini di tempo sul giro, vicino al secondo e mezzo in gara. Il duello, che l’anno scorso valeva la vittoria, stavolta mette in palo “solo” un quarto posto, che Hamilton aggancia al 29mo giro, grazie al DRS sul rettilineo d’arrivo, con l’australiano che pattina all’ultima curva e non può dare gas quando avrebbe voluto in uscita. Al 30mo passaggio, il tedesco ha 7″4 di vantaggio su Raikkonen, 19″3 su Rosberg. 33″5 su Hamilton. Dieci giri più in là, il gap tra Vettel e Hamilton resta praticamente invariato, ma il britannico ha praticamente recuperato tutto lo svantaggio sul compagno di squadra, sfruttando la resa decisamente migliore delle soft. Raikkonen, intanto, sente una perdita di potenza (poco più di 32 secondi nel primo settore al 41mo giro, con velocità di punta inferiori di 4 kmh rispetto a Vettel), che pare dovuta a una difficoltà al moto-generatore della MGU-K, l’unità di recupero dell’energia cinetica, che valgono su questo circuito 120 kW di potenza supplementare e un incremento di potenza di quasi 20 kmh.

Safety car, cambia tutto – Lo scenario, però, cambia improvvisamente al 43mo giro. Hulkenberg, vincitore dell’ultima 24 Ore di Le Mans, perde l’ala, che collassa da sola in piena velocità, e fa scattare la Virtual Safety Car, introdotta proprio dopo l’incidente a Suzuka di Jules Bianchi: è il suo secondo ritiro in stagione dopo la rottura della trasmissione in Cina. Rientrano tutti, tranne Vettel e Raikkonen, gli unici che hanno già superato in quel momento la linea del traguardo e costretti ad aspettare il successivo passaggio per montare le medie, scelte per l’ultimo stint. Al 44mo giro, poi, la safety car non è più virtuale, entra in pista anche quella reale e azzera il vantaggio delle rosse. Si riparte a 20 tornate dalla fine e prevedibilmente Rosberg passa Raikkonen mentre Hamilton prova ad attaccare Ricciardo, che adesso monta le gomme soft, e lo tampona. Altro errore di una gara da dimenticare per il campione del mondo che danneggia la paratia verticale dell’ala anteriore. L’australiano, con una monoposto “ammaccata” per il contatto col britannico, passa con evidente facilità anche Raikkonen, presto costretto al terzo ritiro stagionale. Ma i colpi di scena non sono affatto finiti. Ricciardo infila Rosberg all’interno e va largo, Rosberg si infila all’interno ma con la posteriore si tocca con l’ala anteriore del pilota della Red Bull che danneggia l’ala e gli fora la gomma. La corsa delle Mercedes finisce qui. E Vettel si prende la seconda vittoria stagionale.

GP UNGHERIA – ORDINE DI ARRIVO
1. Sebastian Vettel (Germany) Ferrari 1:46:09.985
2. Daniil Kvyat (Russia) RedBull – Renault +00:15.748
3. Daniel Ricciardo (Australia) RedBull – Renault 00:25.084
4. Max Verstappen (Netherlands) Toro Rosso – Renault 00:44.251
5. Fernando Alonso (Spain) McLaren 00:49.079
6. Lewis Hamilton (Britain) Mercedes 00:52.025
7. Romain Grosjean (France) Lotus – Mercedes 00:58.578
8. Nico Rosberg (Germany) Mercedes 00:58.876
9. Jenson Button (Britain) McLaren 01:07.028
10. Marcus Ericsson (Sweden) Sauber – Ferrari 01:09.130
11. Felipe Nasr (Brazil) Sauber – Ferrari 01:13.458
12. Felipe Massa (Brazil) Williams-Mercedes 01:14.278
13. Valtteri Bottas (Finland) Williams-Mercedes 01:20.228
14. Pastor Maldonado (Venezuela) Lotus – Mercedes 01:25.142

MONDIALE PILOTI
1 Lewis Hamilton 202
2 Nico Rosberg 181
3 Sebastian Vettel 160
4 Valtteri Bottas 77
5 Kimi Raikkonen 76
6 Felipe Massa 74
7 Daniel Ricciardo 51
8 Daniil Kvyat 45
9 Nico Hulkenberg 24
10 Romain Grosjean 23
11 Max Verstappen 22
12 Felipe Nasr 16
13 Sergio Perez 15
14 Pastor Maldonado 12
15 Fernando Alonso 11
16 Carlos Sainz 9
17 Jenson Button 6
18 Marcus Ericsson 6
19 Roberto Mehri 0
20 Will Stevens 0

MONDIALE COSTRUTTORI
1 Mercedes 383
2 Ferrari 236
3 Williams 151
4 Red Bull 96
5 Force India 39
6 Lotus 35
7 Toro Rosso 31
8 Sauber 22
9 McLaren 17
10 Manor 0

26 luglio 2015

fonte FanPage

AP