Processo Sarah Scazzi. Arriva la sentenza per Sabrina e Cosima

Carcere a vita per Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana (Taranto) strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010.
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AGGIORNAMENTO ORE 20.35 – Omicidio Sarah Scazzi, confermati ergastoli per Cosima Serrano e Sabrina Misseri La Corte d’assise di appello di Taranto ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana (Taranto) strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010. La sentenza è stata emessa dopo tre giorni di camera di consiglio confermati dalla corte di assise di appello di Taranto anche gli 8 anni di carcere per Michele Misseri, lo zio della piccola Sarah, accusato di soppressione del cadavere della nipote.

Dovrebbe arrivare oggi la sentenza di appello a Taranto per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto del 2010 ad Avetrana. La Corte d’Assise d’Appello, che si è ritirata in camera di consiglio venerdì scorso in seguito all’ultima udienza del processo, è presieduta da Rosa Patrizia Sinisi e composta da un altro giudice togato a latere e da 12 giudici popolari. In questo secondo processo Sabrina Misseri e Cosima Serrano, le due imputate principali che condividono una cella dal maggio del 2011, hanno entrambe parlato davanti ai giudici. Cosima Serrano, zia della vittima, che in primo grado si era avvalsa della facoltà di non rispondere lo scorso febbraio ha parlato per oltre un’ora ribadendo la sua innocenza e difendendo anche sua figlia Sabrina. “Sono passati 2015 anni – disse la Serrano rivolgendosi alla Corte – e Gesù venne condannato dal popolo. Se allora tutti vogliono che siamo condannate…Oggi tutti i giorni vengono condannati degli innocenti”. Lo scorso giugno anche Sabrina Misseri ha provato a parlare dinanzi ai giudici ma le sue dichiarazioni spontanee sono state subito interrotte dalle lacrime. “Non l’ho uccisa, so io quanto sono addolorata”, disse solo la cugina di Sarah Scazzi.
Sabrina Misseri e Cosima Serrano condannate in primo grado

In primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano sono state condannate all’ergastolo per omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere mentre a otto anni di reclusione è stato condannato Michele Misseri, marito di Cosima e papà di Sabrina, ritenuto colpevole di soppressione di cadavere. In appello, il sostituto procuratore generale Antonella Montanaro ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Sabrina e Cosima. Secondo la difesa, invece, a uccidere Sarah sarebbe stato lo zio Michele. Anche nel corso dell’ultima udienza del processo il difensore di Sabrina Misseri Nicola Marseglia ha tentato di convincere la Corte dell’innocenza della giovane. Contestando la responsabilità di Sabrina per il delitto, ha detto: “Non c’è questa prova. Ve la volete inventare? Inventatevela”.
Gli altri imputati nel processo per l’omicidio di Sarah Scazzi

I giudici di secondo grado sono chiamati a decidere anche su altri cinque imputati che hanno proposto appello: Carmine Misseri, fratello di Michele, l’avvocato Vito Russo Junior, ex legale di Sabrina, Antonio Colazzo, Cosima Prudenzano e Giuseppe Nigro, accusati di favoreggiamento personale. Nel processo di primo grado era stato condannato anche Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, poi scomparso il 7 aprile 2014.

27 luglio 2015

fonte FanPage

AP