Tallio, ecco le analisi: i dati sono sconfortanti

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L’incubo tallio non accenna a svanire. Mentre si lavora per quello che sembra l’unico rimedio definitivo – la sostituzione delle tubature – nelle case di molti pietrasantini continua a scorrere acqua contaminata. Lo abbiamo verificato di persona, facendo analizzare campioni di acqua prelevata direttamente dai rubinetti di civili abitazioni, negozi e dalla fontana pubblica al cimitero. E i dati sono sconfortanti.

Nessuna volontà di sostituirsi né all’Asl né a Gaia, piuttosto un controllo puntuale di quanto sta accadendo. I campioni sono stati prelevati da noi nella mattina di giovedì 23 luglio e analizzati dal laboratorio pubblico dell’istituto Tullio Buzzi di Prato, centro di eccellenza nelle analisi chimiche che ha sede nella scuola superiore pratese dove da generazioni si formano i periti tessili e chimici che lavorano soprattutto nell’industria laniera.

Ebbene, lo spettrometro al plasma del BuzziLab, diretto dal professor Giuseppe Bartolini, strumento capace di individuare anche la minima traccia di tallio nell’acqua, ha dato questo esito. A fronte di un limite di 2 microgrammi per litro, indicato dall’Agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti, il campione prelevato in una privata abitazione di via Traversagna riportava una presenza di tallio di 1,68 microgrammi per litro: alto, ma sotto la soglia.

Male le altre fonti analizzate: si va dai 3,93 microgrammi per litro alla fontana del cimitero di Pietrasanta ai 4,80 del fioraio che si trova all’esterno del camposanto, fino a raggiungere i 6,19 (oltre il triplo della soglia, dunque) in una civile abitazione di via Arno. Tutti punti di prelievo compresi nel perimetro coperto dall’ordinanza comunale che vieta l’utilizzo dell’acqua a fini potabili.

Per avere un termine di paragone in più abbiamo anche fatto analizzare dell’acqua prelevata dal rubinetto di un appartamento a Lido di Camaiore, in via Trieste, molto vicino al confine con il comune di Pietrasanta: l’esito è negativo, in questo caso il tallio è risultato non rilevabile e cioè – se presente – inferiore a 0,01 microgrammi per litro.

31 luglio 2015

fonte LaNazione