Profugo contro albergatore. E un altro muore dentro una valigia

sfrattatiprofughiÈ morto soffocato chiuso in una valigia cercando di arrivare in Spagna. È finito sul traghetto che collega Melilla alla Spagna il viaggio della speranza di un marocchino ventisettenne. Il fratello,…

È morto soffocato chiuso in una valigia cercando di arrivare in Spagna. È finito sul traghetto che collega Melilla alla Spagna il viaggio della speranza di un marocchino ventisettenne. Il fratello, che in Spagna vive con regolare permesso di soggiorno, voleva farlo immigrare. Clandestinamente. E per questo aveva scelto i traghetti che collegano l’enclave africana di Melilla alla pensisola iberica. Il trucco escogitato per eludere i controlli doganali è stato quello di acquistare il biglietto della traversata per il fratello maggiore e infilare il minore nella valigia riposta nel bagagliaio dell’auto, parcheggiata nella stiva. A metà viaggio il marocchino è andato in macchina a vedere come stava il fratello, che però non respirava. Ha avvertito i marinai del traghetto, che hanno cercato di rianimare il giovane. Ma non c’è stato nulla da fare. All’arrivo in Spagna il capitano della nave ha denunciato tutto alla Guardia Civil, che ha arrestato l’africano per omicidio colposo.

Ai primi di maggio, un bambino di otto anni, originario della Costa d’Avorio, è stato trovato nascosto in una valigia mentre cercava di varcare il confine tra il Marocco e Ceuta, l’enclave spagnola gemella di Melilla. Il padre. Voleva farlo entrare nel paese di nascosto, perché lo stipendio non era sufficiente per richiedere un visto per il bambino. È stato scoperto durante i controlli dei bagagli ai raggi X. Diversa invece la vicenda che ha visto protagonisti tre minorenni extracomunitari, arrestati con l’accusa di aver violentato un’operatrice del centro d’accoglienza di Fiuggi, in provincia di Frosinone. Dovranno rispondere di violenza sessuale di gruppo. A San Nicola dell’Alto, nel crotonese, il 17 luglio scorso un gruppo di nigeriani ha aggredito il presidente della coop che gestisce il centro di accoglienza e ha tentato di dar fuoco al vicesindaco perché la concessione dei permessi di soggiorno va a rilento. A Prato Nevoso un albergatore è stato perseguitato per mesi da un profugo del Mali che aveva ospitato. Era stato accolto nell’hotel «La Curva» insieme ad altri 59. Dopo la denuncia, è stato condannato per molestie a pagare una multa ma ovviamente nel frattempo è scomparso.

4 agosto 2015

IlTempo

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