Sparatoria di Lido di Camaiore, il bandito arrestato ha molti precedenti per truffa agli anziani e furti

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Foto Alessandro Santini

Gli inquirenti non hanno dubbi dopo essersi confrontati con i loro colleghi piemontesi su un presunto caso di omonimia: il bandito fermato dopo la sparatoria a Lido di Camaiore si chiama Angelo Riviera ed è una vecchia conoscenza della polizia del commissariato di Viareggio. Nove anni fa a fine estate 2006, l’uomo – con alcuni complici – venne coinvolto in un furto, con fuga e sparatoria (ricorda qualcosa…), fra Massarosa e Pietrasanta. Ci fu anche un tentativo di speronamento alla rotonda divia Unità d’Italia e via Apua a Marina. Momenti drammatici. In quella occasione, i fuggitivi riuscirono a farla franca. Ma dopo qualche giorno, la polizia riuscì ad arrivare all’identificazione di tutti i componenti del gruppo che aveva portato l’assalto alla villetta di Massarosa. «Siamo sicuri che si tratti della stessa persona» confermano una fonte della polizia.

Ora l’inchiesta ha preso una piega molto ben delineata anche perché Angelo Riviera ha sempre agito con le stesse persone, fra i quali anche alcuni familiari che potrebbero in qualche modo essere coinvolti nell’episodio di Lido di Camaiore. «Dobbiamo fare delle verifiche» confermano gli investigatori. Di sicuro c’è che Angelo Riviera è conosciuto anche per le truffe messe a segno anche ad anziani, spesso utilizzando espedienti e travestimenti che riconducono non solo alla parrucchia che avrebbe indossato prima di entrare nella villetta (e dove è stato scoperto dagli agenti) ma anche per l’utilizzo di spray urticanti per disorientare le vittime delle sue imprese.

In occasione dell’inchiesta di dieci anni la polizia viareggina riuscì anche ad accertare contatti con persone di etnia sinti che abitano in provincia di Lucca. E proprio nelle abitazioni di questi personaggi sono stati effettuate le prime perquisizioni nelle ore immediatamente successive al drammatico episodio di Lido di Camaiore. Non è stato trovato niente che possa mettere il contatto i due fuggitivi con il giovane arrestato. Si cerca anche di capire qualcosa in più sull’auto. Che potrebbe non essere stata rubata in provincia di Torino, ma semplicemente avere una targa taroccata per mettere fuori strada gli investigatori.

«I sinti hanno una particolare predisposizione per i furti con attività predatoria» sostengono in commissariato: d’altronde la conferma viene dall’archivio di via Fratelli Cervi a Viareggio ma anche dai loro colleghi di Forte dei Marmi, per non parlare di quelli della questura di Massa: negli ultimi anni molto episodi di criminalità che toccano il cittadino qualunque (furti in casa o sulle auto e truffe). Insomma l’allarme e i controlli sono aumentati su tutta la costa. Quest’anno le vacanze d’agosto hanno avuto uno sgradito regalo.

G.L.
Fonte La Nazione

Roma, 4 agosto 2015