Casamonica, ira di Alfano: subito una relazione. «Una falla nelle forze dell’ordine»

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In serata anche il ministro degli Interni Angelino Alfano vuole vederci chiaro. La «falla del sistema», come la chiama il prefetto Franco Gabrielli, diventerà una relazione che finirà sul tavolo del titolare del Viminale. In questa vicenda «i protagonisti sono molti». Ma il film va diviso in due parti.

LE INDAGINI
Il primo tempo, quello più importante, riguarda «le indagini preventive che non ci sono state», come ha spiegato Gabrielli al capo di gabinetto di Alfano. Né da parte della questura né dai carabinieri. Vittorio Casamonica è morto martedì scorso, giorno in cui c’è stato un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ma nessuno tra i presenti, i responsabili provinciali delle forze dell’ordine, lo ha detto. Non solo. Il figlio del boss ieri ha partecipato ai funerali del padre: si trova agli arresti domiciliari, i carabinieri di Ciampino lo hanno autorizzato a partecipare alle esequie. Ma non è scattato l’allarme. La «sottovalutazione», spiegano fonti della Prefettura dopo verifiche in questura, nasce anche dal fatto che «Vittorio Casamonica fosse da tempo malato e quindi uscito dal giro». E cioè dai radar degli investigatori. Non a caso la questura, finita nel mirino, ammette che il boss «era ai margini degli ambienti criminali, come confermato dalle recenti attività investigative nel corso delle quali lo stesso non è mai emerso». Per questo motivo è nato il «cortocircuito investigativo» che ha portato il feretro del capo clan in corteo per tutta la Tuscolana, prima di arrivare in chiesa, senza il giusto controllo.

di Simone Canettieri

Fonte Il Messaggero

Roma, 21 agosto 2015