Almirante, il profeta dell’Europa sovrana

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C’era un’epoca nella quale non era possibile definirsi un «intellettuale di destra», perché la cultura asfissiante e massificata della sinistra considerava questo un ossimoro: intellettuale e destra erano due parole che non potevano essere unite. Ecco, in quel periodo, nel quale «uccidere un fascista non era reato», un uomo riusciva a vedere un futuro organico e luminoso per la destra italiana, sapeva ragionare con lucidità sul presente e indicare la strada a chi sarebbe venuto dopo di lui. Quell’uomo si chiamava Giorgio Almirante, fondatore del Movimento Sociale Italiano e suo storico segretario dalla creazione, nel 1946.

La Fondazione Giorgio Almirante celebra domani, alla Camera dei Deputati, con il patrocinio della Fondazione Alleanza Nazionale, l’evento conclusivo dell’Anno Almirantiano, in occasione del centenario della nascita. Giorgio Almirante vide la luce infatti il 27 giugno 1914, a Salsomaggiore Terme. In occasione dell’apertura dell’Anno Almirantiano giunse il saluto e il ricordo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E quell’omaggio, arrivato dall’unico capo dello Stato ad aver militato nel Partito Comunista, rende la dimensione politica e storica del personaggio Almirante. Domani tutti attendono il saluto del nuovo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E non saranno delusi.

In programma domani, nella Sala della Regina, la tavola rotonda: «Almirante Europa Sovranità», che non potrà certo essere un dibattito convenzionale, vista la presenza di Pietrangelo Buttafuoco, Enzo Iacopino e Marcello Veneziani. Modera l’incontro Massimo Magliaro, storico capo ufficio stampa di Almirante. Saranno presenti vecchie e nuove anime della destra italiana, insieme con Donna Assunta, la vedova Almirante, e la figlia Giuliana De’ Medici: la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il capogruppo del partito alla Camera, Fabio Rampelli, Ignazio La Russa, poi Maurizio Gasparri con Filippo Ascierto, Silvano Moffa, Altero Matteoli, Francesco Storace, tutti ex del Msi.

Tema centrale del dibattito sarà il rapporto, modernissimo, che ebbe Giorgio Almirante con l’Europa, che concretizzò creando il concetto e il progetto politico dell’Eurodestra. Nell’aprile del 1978, infatti, volle fortemente un accordo tra il Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale, e altri tre partiti di destra europei: lo spagnolo Fuerza Nueva, il francese Parti des Forces Nouvelles e il greco Epen. Questo in previsione delle prime elezioni del parlamento europeo del 1979.

Un’idea e un accordo che guardavano al futuro, in quegli anni di un mondo diviso dalla Cortina di Ferro, immerso negli Anni di Piombo e dominato dalla cultura egemonica e iraconda dei califfi della sinistra.

La visione che aveva Almirante andava oltre: guardava al di là dell’inevitabile tramonto del mondo fratturato in due blocchi e prevedeva un’Europa unita dei popoli, che si esprimesse soprattutto con unità e armonia, anche delle forze militari, nella creazione di una comunità che fosse soprattutto di idee, filosofie e volontà. E non solo di banche e centri commerciali. Magari gli avessero dato retta.

16 settembre 2015

fonte IlTempo