Yara, il super testimone: «C’era un uomo nel campo, rimase a fissarmi»

yara gambirasio

Ilario Scotti, l’aereo modellista che il 26 febbraio del 2011 trovò il corpo di Yara nel campo di Chignolo d’Isola ha raccontato in aula, ribadendo le dichiarazione rese durante l’indagine, che mentre attendeva l’arrivo delle forze dell’ìordine un uomo, ai bordi del campo, lo aveva guardato per circa un quarto dora e se ne era andato quando aveva sentito le sirene.

«Era poco più alto dell’utilitaria da cui è sceso – ha ricordato Scotti – aveva una età di 50/55 anni. È salito su un panettone di cemento a bordo del campo e mi ha guardato per 10-15 minuti. Ho colto qualcosa di strano: guardarmi va bene ma per 15 minuti…». L’uomo se n’era poi andato quando aveva sentito le sirene delle forze dell’ordine.

Scotti, in aula durante il processo a massimo Bossetti, ha spiegato che dopo aver recuperato il suo aereo modello, vide quello che «sembrava un mucchio di stracci». «Mi avvicinai e mi accorsi che era un cadavere – ha ricostruito Scotti -. Rimasi in quel posto per il timore di non riuscire a vederlo più. Chiamai il 113: mi dissero, ha le scarpe? Nere risposi. Pantaloni? Neri. Non si muova da lì, mi risposero».

Scotti ha raccontato di essere stato – dal 26 novembre del 2010, giorno della scomparsa di Yara Gambirasio, al suo ritrovamento, esattamente 3 mesi dopo – una decina di volte nel campo per far volare i suoi aeromodelli, di mercoledì e di sabato. Quel sabato fu il cattivo funzionamento di uno dei suoi aerei che fece sì che scoprisse il corpo della ragazza.

18 settembre 2015

fonte IlMattino

AP