Migranti, per un italiano su due non si possono accogliere tutti

propostamelonibarconiIl 46% disposto ad accettare solo una parte dei profughi. Scende la quota dei favorevoli al respingimento totale: dal 43% di giugno passa al 26%

Ogni giorno i media dedicano largo spazio alla questione dei profughi dall’Africa e dal Medio Oriente. Come si sa, i Paesi europei hanno adottato delle politiche molto diverse tra di loro.

Alcuni, come l’Ungheria, sono per un totale respingimento. Altri, come la Germania, hanno assunto una linea oscillante dal blocco all’accoglimento e successivamente al blocco parziale. Nel complesso, l’Europa si è dimostrata disunita e incapace sin qui di definire una politica unitaria e coerente per far fronte ad una problematica che si fa di giorno in giorno più grave.

La questione investe in misura ancora maggiore l’Italia: siamo infatti il luogo di approdo di una buona parte delle persone provenienti dall’Africa che cercano, molte su fragili barconi, di fuggire, per vari motivi dai loro paesi di origine.

Che fare con questi profughi? Accoglierli tutti? Respingerli in massa? Accettarne solo una parte? E in base a quali criteri? Alcuni hanno proposto, al riguardo, di accettare solo i profughi «politici», respingendo quelli che giungono solo per motivi economici. Ma la distinzione è difficile e talvolta ambigua. Altri suggeriscono di distinguere, come ha fatto in parte la Germania, l’etnia, la nazionalità o la religione professata dai migranti. Senza una vera politica comune europea la scelta è difficile e lascia spesso l’opinione pubblica e gli stessi decisori con opinioni talvolta ondeggianti, spinti anche dall’emotività del momento. Ne è un esempio l’effetto che ha destato sui cittadini europei, ma anche su molti leader, la fotografia del bambino Aylan, morto sulla spiaggia di Bodrum mentre tentava con la famiglia di raggiungere il nostro continente.

Quella foto e l’insieme degli episodi di scontri talvolta cruenti (come è accaduto in Ungheria) e, al tempo stesso, di aperture all’accoglienza (come ha fatto ad un certo punto la signora Merkel in Germania) portano inevitabilmente a mutamenti anche significativi nell’orientamento di ciascuno di noi e dell’opinione pubblica in generale.

La maggioranza degli italiani, al riguardo, è per un’accoglienza selettiva dei migranti. Di fronte al quesito sul da farsi, il 46%, la maggioranza relativa, ritiene che «bisogna accettare solo una parte prefissata di immigrati e respingere gli altri in eccesso». Ma molti altri, in proporzione quantitativamente assai simile (26%), sono rispettivamente per una linea più permissiva («bisogna accogliere tutti gli immigrati che arrivano, perché spesso sono perseguitati nel loro Paese») o più drastica («bisogna respingerli tutti, perché l’Italia non può accoglierne ancora»). Per la verità, questi ultimi risultavano assai più numerosi nei mesi scorsi. Ancora a giugno, era il 43% degli italiani a chiedere il blocco totale degli arrivi. Con tutta evidenza, gli ultimi episodi di cui si è parlato hanno accentuato posizioni più morbide, portando ad un forte incremento di coloro che chiedono di accettare solo una parte degli immigrati, ma anche di quanti propendono per raccoglierli tutti. Il che mostra, ancora una volta, come l’opinione pubblica sia inevitabilmente oscillante su un tema così delicato e tale da suscitare emozioni anche profonde e come essa sia influenzabile dal succedersi delle circostanze e dal modo con cui queste vengono riportate sui media.

La convinzione che occorre accogliere solo una parte degli immigrati è più accentuata tra i giovani, specie i giovanissimi sotto i 24 anni, tra cui raccoglie la maggioranza assoluta (56%). E lo è ancora di più (60%) tra gli studenti. Ancora, essa è più frequente nel Nord, mentre al Centro e nel Sud, forse perché quest’ultimo è teatro degli sbarchi, emerge con maggiore frequenza relativa (30%) l’idea che sia meglio respingere tutti. Quest’ultimo orientamento è anche più presente tra le donne che tra gli uomini, specie se si tratta di casalinghe. E lo è in misura ancora maggiore tra i disoccupati e coloro che sono in cerca di prima occupazione (36% a fronte del 26% della media nazionale), forse anche perché preoccupati della concorrenza sul piano lavorativo. Sul fronte opposto, l’opinione più «permissiva» («accoglierli tutti») è relativamente più frequente tra i laureati (33%).

Ma le differenze di opinione più consistenti emergono in relazione all’orientamento politico. La netta maggioranza degli elettori di Sel è per l’accoglienza generalizzata. Quest’ultima posizione è anche assai diffusa (42%, a fronte del 26% rilevato tra tutta la popolazione) tra i votanti per il Pd. Benché, anche tra gli elettori di questo partito, prevalga (46%) la via di mezzo che propone di accoglierne solo una parte.

La stessa cosa avviene tra i votanti per Forza Italia, anche se qui e in misura ancora maggiore nella Lega, (ove rappresenta la maggioranza relativa, 46%) è presente l’idea del respingimento totale.

Quel che è certo è che la questione preoccupa e interessa molto gli italiani. Infatti, mentre quasi sempre nei quesiti di ordine sociale e politico si rileva una percentuale di «non so», vale a dire di persone senza opinione, attorno al 10%, gli indecisi in questo caso sono solo il 2%. Con un orientamento prevalente che si è andato modificando negli ultimi mesi e che oggi si dirige verso un accoglimento parziale. Con grandi differenze, tuttavia, sui criteri concreti per regolare la selezione dei flussi dei migranti. Che rappresenta la vera questione da risolvere.

19 settembre 2015

IlGiornale

ER