Riforme, Guerini a Bersani: ‘Noi apriamo ma niente veti’

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“Non capisco questa posizione di Bersani. Sembra quasi che anziché trovare un punto di intesa sul merito della questione, voglia irrigidire le posizioni per rompere. Noi andremo avanti con lo spirito di apertura ma non accettando veti che non servono al Pd”. Così il vicesegretario Lorenzo Guerini, interpellato dall’ANSA sulle riforme. “Stiamo facendo di tutto per tenere dentro tutti a partire da lui – sostiene Guerini – ma, ripeto, con i veti non si procede. Noi invece vogliamo andare avanti e lo faremo. anche perché come si è visto, i voti li abbiamo. E in democrazia i voti contano più dei veti. Spero che tutto il Pd voglia essere protagonista del cambiamento istituzionale di cui il Paese ha bisogno: ci sono le condizioni, non farlo sarebbe un atteggiamento irresponsabile”.

Boschi, nessuna preoccupazione per il Governo – Non c’è “Assolutamente nessuna preoccupazione per il governo, noi lavoriamo per arrivare alle elezioni del 2018 non prima. Penso che i senatori saranno saggi e responsabili nel loro lavoro perché sanno che l’Italia è ripartita. &lrmI dati sono incoraggianti e quindi dobbiamo proseguire su questa strada. C’è ancora molto da fare”. Così il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha riposto a chi a Bologna le ha chiesto se fosse preoccupata per l’impatto del voto per le riforme sul percorso del Governo. Prima, dal palco della Festa dell’Unità di Bologna, Boschi aveva detto, parlando di alcuni senatori Pd critici, che sono “persone ragionevoli. Poi se qualcuno dovesse decidere di interrompere il percorso delle riforme per un emendamento al comma 5 dell’articolo 2, dovrà tornare nei territori e nei circoli a spiegarlo ai propri elettori”.

Boschi,discutiamo comma 5 ma non si ricominci – Sul comma 5 dell’articolo 2 della riforma costituzionale, “discutiamo ma non ci sia la tentazione di ricominciare da capo, altrimenti ci riinfiliamo nell’immobilismo all’italiana”. L’ha detto dal palco della Festa dell’Unità di Bologna, il ministro delle riforme, Maria Elena Boschi.

Orfini (Pd), accordo vicino, no impuntature – “Stiamo lavorando da giorni per un accordo sul merito mi sembra siamo vicini”. Così il presidente del Pd, Matteo Orfini, a Torino per la festa della rivista Left Wing. “Sull’ipotesi del listino sta maturando una convergenza larga – aggiunge -. Credo che dobbiamo lavorare su quello senza impuntature e radicalizzazioni del dibattito”. “Faccio un appello a tutti – aggiunge Orfini – a lavorare nel merito, senza strumentalizzare una discussione delicata. Lunedì discuteremo in direzione, dove è giusto che un partito si confronti. In quella sede possiamo davvero arrivare a chiudere un dibattito in modo positivo, salvaguardando l’unità del partito a patto che non prevalgano in queste ore radicalizzazioni e falchi”.

Dopo una settimana al calor bianco, torna il sereno dalle parti del Pd e, soprattutto, sul fronte delle riforme Costituzionali. Cade il ‘muro’ su elettività e Boschi sottolinea: ‘I numeri ci sono, ma meglio un ampio consenso’. Fiducioso Grasso: ‘Ok accordo anche in zona Cesarini’. “Vedo che ci sono affermazioni di buona volontà, noi diciamo una cosa che capiscono anche i bambini: diciamo che il Senato debba essere elettivo, devono decidere gli elettori. Questo deve essere chiaro e va scritto. Semplicissimo e da qui non ci si scosta”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani in visita a Brescia ad una mostra al museo Santa Giulia.
Boschi, voti ci sono ma meglio ampio consenso – “Noi abbiamo dimostrato con i voti che ci sono stati in Senato nei giorni scorsi che i numeri per approvare le riforme costituzionali ci sono, ci sono in modo ampio”. Lo ha detto il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. “Però – ha aggiunto – io credo che sia un bene, ovviamente per tutti, cercare un consenso ampio”.

Speranza, anche senza intesa non esiste scissione  – “Assolutamente un’uscita dal partito non esiste e non esiste la scissione”: così Roberto Speranza, esponente della sinistra dem, al suo arrivo a un convegno a Milano, ha escluso che un’eventuale mancata intesa sulle riforme possa avere ripercussioni sull’unità del partito.

Padoan, anche riforme istituzionali contano per economia  – “Mi permetto una piccola polemica: quando si dice che tra le riforme strutturali, le riforme istituzionali non contano per l’economia, io sono in profondo disaccordo e non per partito preso, ma per una mia lettura dello stato dell’economia in questa fase storica”. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ad un convegno sull’Europa.

Fonte Ansa

Roma, 20 settembre 2015