Famiglia intossicata, fra i chiodini raccolti e mangiati c’era una amanita

funghi velenosiUna famiglia trevigiana di Cison – padre, madre e figlia – rè icoverata all’ospedale per gli effetti dell’amanita falloide, finita e poi mangiata tra gli innocui e gustosi chiodini raccolti durante una gita sul San Boldo.

I sintomi manifestati e descritti agli infermieri del pronto soccorso di Vittorio Veneto erano quelli classici dell’intossicazione alimentare: ore e ore di forti dolori addominali e vomito. È stata una notte infernale per G. M. di 73anni, la moglie L.N. di 64 e la figlia C. M. di 29, che hanno riferito ai medici di aver mangiato dei funghi domenica sera.

Gli effetti non si sono fatti attendere. Soprattutto la 64enne ha manifestato i sintomi in modo più violento, e subito dopo il malessere ha aggredito anche il marito. Da qui ieri mattina all’alba la decisione, dopo aver capito che non si trattava di un mal di pancia da influenza, di recarsi insieme al pronto soccorso.
I medici hanno subito deciso il ricovero precauzionale per padre e madre nel reparto di medicina, in attesa dell’esito delle analisi che dovranno confermare la prima diagnosi stilata al pronto soccorso dopo le visite. Ma anche la giovane che a differenza dei genitori non ha accusato particolari malesseri nelle ore immediatamente successive al pasto, è stata comunque ricoverata a sua volta per gli accertamenti.

Tutti e tre, nonostante il normale stato più o meno doloroso, provocato proprio dall’ingestione da una certa quantità di amanita, fortunatamente non corrono alcun pericolo di vita. Gli esami del sangue già nel corso del pomeriggio di ieri sono tornati normali. Si attendono comunque gli esiti dei prelievi effettuati nell’abitazione dei tre dai tecnici micologi dell’Usl 7. A prima vista, proprio perché hanno trovato solo la teglia con i funghi cotti rimasti dopo la cena, si è optato subito per gli effetti derivanti dalla presenza di amanita, magari raccolta incautamente insieme agli altri fugnhi, e finita nella cottura. Se dovesse essere confermata la diagnosi si praticherà la profilassi più idonea e specifica.

22 settembre 2015

IlGazzettino

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