Mafia: imponevano prodotti da imballaggio, padre e figli arrestati

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Questa notte, un padre e i suoi due figli sono stati arrestati dalla Polizia di Stato, a Ragusa, a conclusione dell’operazione antimafia “BOX”( cassetta); altre 10 persone invece sono indagate.

Dalle indagini è emerso che la famiglia Consalvo aveva imposto, alle ditte del mercato ortofrutticolo di Vittoria, cassette e prodotti per l’imballaggio, con l’aggravante di aver agito con il metodo mafioso avvalendosi della forza dell’intimidazione e di omertà derivante dalla contiguità al clan degli stiddari “Dominante”.

Le investigazioni, che sono durate due anni, non si sono limitate a monitorare solo il mercato di Fanello, ma sono state estese anche alle aziende che operano nel settore dell’ortofrutta e, soprattutto, hanno coinvolto persone di elevata caratura criminale come i Consalvo, che venivano descritti dai collaboratori di giustizia come elementi di rilevante spessore nel settore delle imposizioni sul mercato e nelle estorsioni.

Infatti i tre arrestati, titolari di aziende per il confezionamento dei prodotti ortofrutticoli, erano fortemente temuti dagli altri imprenditori, tanto da falsare, con le loro imposizioni, anche i prezzi di mercato a danno dei consumatori.

Ogni qualvolta gli imprenditori agricoli del vittoriese si rivolgevano ad altri, quest’ultimi dovevano pagare una tangente per poter lavorare a Vittoria.“Nessuna cassetta entra qui sul mio territorio senza che io ne sappia niente” dichiara uno degli indagati durante un’intercettazione.

L’egemonia sui materiali da confezionamento rendeva ai Consalvo guadagni per svariati migliaia di euro al mese.

Pure se i tre malavitosi sono tra loro legati da vincoli di sangue, durante le indagini è emerso che l’avidità di uno dei figli e dello stesso padre, li faceva dividere in affari. Tanto che il padre è arrivato a minacciare di morte il figlio più volte, intimandogli che se avesse venduto cassette a Vittoria, gli avrebbe sparato in testa.

All’operazione hanno partecipato più di 30 uomini della Squadra mobile di Ragusa e Catania, del Commissariato di Vittoria, della Squadra volanti e delle unità cinofile di Catania per la ricerca di armi ed esplosivi. La perquisizione delle faraoniche ville e delle enormi aziende dei tre catturati ha permesso ai poliziotti di sequestrare oltre 450 mila euro tra contanti e titoli.

Palermo, 22 settembre 2015