Ius soli, l’asse Pd e alfaniani per “regalare” la cittadinanza

profughiudineLa maggioranza trova l’accordo e sblocca l’impasse in commissione. Chauki esulta. Ma le opposizioni in fibrillazione. La Lega attacca: “Siamo in trincea contro il suicidio etnico”. E Sel accusa: “Compromesso al ribasso

#lavoltabuona. L’hashtag usato è sempre lo stesso. Un trionfante Khalid Chouki, deputato Pd di origini marocchine, ha annunciato su Twitter che il Pd e Ncd hanno raggiunto in commissione Affari Esteri un accordo su due emendamenti, presentati da Scelta civica e Nuovo centrodestra, per sbloccare l’impasse in Commissione Affari costituzionali alla Camera.

E lo ius soli temperato fa un passo avanti

“Si tratta di una riforma importante per il futuro dell’Italia che andava condivisa con il numero più ampio possibile di forze politiche”, esulta Chauki. In base all’emendamento degli alfaniani, diventerà italiano il figlio nato in Italia da un immigrato che è in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo e, su rischiesta di Scelta civica, il minore di 12 anni che arriva in Italia purchè abbia concluso almeno cinque anni di scuola nel nostro Paese. Il Pd ha ceduto sul periodo del permesso di soggiorno. Di contro gli alfaniani hanno ceduto sul numero dei genitori (prima erano due, ora uno solo) regolari in Italia. “Si tratta di due criteri coerenti con il principio che prevede un radicamento in Italia della famiglia – spiega Chauki – la frequenza dei minori a scuola è la migliore testimonianza del radicamento della famiglia sul territorio”. La prossima settimana il testo approderà in Aula.

L’accordo di maggioranza ha creato violente fibrillazioni tra le opposizioni. La Lega Nord, per bocca del deputato Cristian Invernizzi, ha annunciato che farà ostruzionismo: “Siamo in trincea contro il suicidio etnico”. Per il deputato, che ha intenzioni di presentare 150 emendamenti, si tratta di “un cavallo di troia per spalancare le porte a un numero potenzialmente infinito di immigrati, che il Pd vuole sui nostri territori per assicurarsi un nuovo bacino elettorale sicuro”. Per la Lega la cittadinanza è un valore e non può essere“svenduta al primo straniero di turno”, ha spiegato Invernizzi. Da un punto di vista diametralmente opposto il deputato Celeste Costantino (Sel), invece, “ancora una volta, per esigenze legate alla tenuta della maggioranza di governo, il Pd decide di accontentarsi del risultato minimo”.

23 settembre 2015

IlGiornale

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