Malattie del cuore e morte improvvisa, il luminare: “Abbiamo scoperto la cura”

carlopappone
Nella lotta alle aritmie cardiache l’Italia ha raggiunto un risultato incredibile. A contrastare la causa della morte improvvisa ci ha pensato un luminare della scienza del settore: Carlo Pappone. Un curriculum infinito con 150 mila cuori operati, 295 pubblicazioni, 12 mila citazioni, impact factor superiore a 1.200. Beneventano, classe 1961, dal 1 marzo dirige l’Unità operativa di Elettrofisiologia e Aritmologia dell’Irccs Policlinico San Donato.

50mila persone all’anno muoiono a causa della malattia, la displasia aritmogena del ventricolo destro scoperta attraverso l’autopsia, una patologia genetica vicina alla Sindrome di Brugada. Ben 25 pazienti sono guariti grazie alla scoperta straordinaria del medico.

Liberi, per sempre, dall’angoscia di svegliarsi ogni giorno sapendo di portare nel petto una bomba a orologeria, mezzo milione di persone che ne sono affette, possono tornare a sperare.

LA CURA
Si tratta di una tecnica di ablazione al bersaglio, che con una corrente elettrica a radiofrequenza brucia selettivamente le cellule cardiache responsabili della patologia genetica ereditaria, dopo averle individuate attraverso un mappaggio elettromagnetico del ventricolo destro.

L’intervento, in anestesia generale, prevede un ricovero di soli 4 giorni: “con un ago, pungendo la parte inferiore dello sterno – spiega Pappone – introduciamo un sondino che viene spinto fino a raggiungere la superficie esterna del cuore (l’epicardio) e ne rileva i segnali elettrici. In questo modo ricostruiamo l’anatomia e l’attività elettrica dell’organo, individuando con precisione il punto esatto del ventricolo destro in cui si esprime la malattia. Quella è la zona da bruciare”

24 settembre 2015

fonte retenews24