Bonus insegnanti, la carta non arriverà: ecco cosa fare per non perdere i 500 euro

scuola bimbi

Con la firma del decreto che porterà nelle buste paga degli insegnanti 500 euro per l’aggiornamento professionale si apre la fase del cosiddetto “Bonus Docenti”.

Come ha anticipato qualche giorno fa lo stesso ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, per l’anno in corso la somma destinata all’aggiornamento e alla formazione in servizio degli insegnanti verranno erogate nella busta paga di ottobre o al massimo di novembre. Fallisce miseramente, prima ancora di nascere , per mancanza di tempo, il progetto della card elettronica (stile prepagata) che i docenti avrebbero dovuto ricevere per effettuare gli acquisti consentiti dal benefit. L’elargizione del premio e il  contestuale mancato arrivo della carta ha generato non poca confusione sulle modalità di utilizzo del badget per l’aggiornamento.

Tuttele spese dovranno essere rendicontate da ciascun insegnante presso le segreterie scolastiche entro il mese di agosto del 2016. Per coloro che non lo faranno secondo le modalità contenute nel decreto, le somme non giustificate verranno recuperate l’anno successivo. In altre parole, chi non spenderà il fondo destinato all’aggiornamento per le finalità previste dalla Buona scuola, riceverà meno dei 500 euro annui o addirittura nulla nel 2016/2017. I 381,137 milioni stanziati dalla riforma Renzi/Giannini dovranno essere utilizzati per “l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale, per l’acquisto di hardware e software, per l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca”. Ma potranno servire anche per iscriversi “a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione” previsto sempre dalla Buona scuola recita il comma 121 della legge 107.

27 settembre 2015

fonte italiaora