L’auto del giudice Falcone non merita di rimanere nascosta

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Curiosando nella rete e attento a cosa succede attorno a me, ho trovato un appello firmato dall’amico Sandro Ruotolo, che mi lascia attonito e perplesso. (È reperibile a questo indirizzo web).

Sono basito non per il contenuto, ma perché la memoria di questo Paese è a corrente alternata; non possiamo dimenticare ma nello stesso tempo dimentichiamo, le lancette dell’orologio corrono e non abbiamo tempo.

L’appello accorato, riguarda l’auto su cui morì Falcone quel 23 maggio del 1992 a Capaci, l’auto ora è contenuta in una enorme teca di vetro in uno dei cortili della Scuola di polizia penitenziaria a Roma, l’accesso non è aperto al pubblico e a Sandro Rutolo è capitato di fotografarla partecipando ad un’iniziativa sulla legalità insieme a degli studenti romani.

La domanda legittima che sottoscrivo, che si pone Ruotolo è «come mai questa teca con l’auto di Giovanni Falcone non può essere visitata da tutti? Perché non può essere esposta in una piazza di Roma, per esempio vicino al ministero di Grazia e Giustizia nel cuore della città?».

Pertanto sottoscrivo la petizione per chiedere al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che la teca contenente l’auto del giudice Giovanni Falcone venga esposta pubblicamente. A Roma, nella piazzetta davanti al ministero di Giustizia.

Perché è un atto dovuto e perché non bisogna mai dimenticare.

di Ambrogio Crespi

Fonte Il Tempo

Roma, 27 settembre 2015