Mafia Capitale, Pd romano nel caos: Orfini prorogato commissario

orfini

La lettera porta la firma del segretario Matteo Renzi e del vice Lorenzo Guerini. Ed è indirizzata al commissario del Pd di Roma Matteo Orfini. La delibera, tecnicamente di questo si tratta, dice due cose. La prima è che la direzione e l’assemblea dei democrat romani sono «azzerate». Poi, in seconda battuta, proroga il commissariamento del partito per un altro anno, «entro il quale si dovranno svolgere il nuovo congresso e l’elezione degli organismi dirigenti».

Così il Nazareno interviene sul Pd ai tempi di Mafia Capitale. Da una parte con un colpo di spugna toglie dal tavolo i possibili ricorsi spuntati in queste ore perché non c’erano più state convocazioni degli organi elettivi, dall’altra cristallizza la situazione. Dando mandato a Orfini di continuare l’opera di pulizia del partito. Senza eccessiva fretta. E soprattutto stoppando la corsa per la segreteria scattata nelle ultime settimane con una certa foga velenosa.

LE ANIME
Con le correnti emanazioni dei leader locali (il governatore Nicola Zingaretti, i renziani di Lorenza Bonaccorsi e lo stesso Orfini, che è anche capo dei Giovani Turchi pro Marino) pronte a riaffiorare nel classico tutti contro tutti. (Anche se tutti ufficialmente negano questa lettura: «Noi, le correnti? Ma per carità, sono finite»). Un meccanismo perverso già visto nel passato ed esploso in tutta evidenza durante Mafia Capitale nella lotta tra i capibastone. Ora, a nove mesi dall’inizio del commissariamento costato la carica al segretario Lionello Cosentino, il Pd se la prende con calma. Troppo caos sotto il sole. Alcuni punti fermi ci sono, però.

 

di Simone Canettieri

Fonte Il Messaggero

Roma, 27 settembre 2015