“Matrimonio e famiglia” Undici cardinali e il libro contro le idee del Papa

Diversi cardinali, circa undici, esponenti della curia romana, avrebbero raccolto le loro idee contro le aperture di Papa Francesco in un libro

PAPA: POTERE DISTRUTTIVO MALE NON PREVARRA' RESTARE UNITI

“No alla comunione ai divorziati e alle nozze gay. Fermiamo questa fase di disfacimento”.

Diversi cardinali, circa undici, esponenti della curia romana, avrebbero raccolto le loro idee contro le aperture di Papa Francesco in un libro: “Matrimonio e famiglia. Prospettive pastorali di undici cardinali”. Nel testo, come ricorda Repubblica, viene chiesto un “cambio di paradigma” su divorziati e gay. Il volume, nella sua tesi, risponde alle due relazioni con cui il cardinale Walter Kasper aprì nel 2014 alla comunione ai divorziati risposati.

“Non possiamo” è di fatto la risposta che Caffarra, Cleemis, Cordes, Duka, Eijk, Meisner, Onaiyekan, Rouco Varela, Ruini, Sarah e Urosa Savino mettono in pagina. “Ma – tiene a precisare Winfried Aymans, curatore del libro – il volume non è contro Francesco né contro Kasper e le posizioni di quest’ultimo più aperte. Piuttosto, in scia al Papa che ha incoraggiato la libera discussione su tali tematiche in seno alla Chiesa, ha lo scopo di offrire un contributo per un confronto che nell’aula sinodale avrà il suo momento clou. Il Sinodo, infatti, non è un Parlamento dove fazioni contrapposte combattono la propria battaglia, ma è un luogo di comunione nel quale ogni sensibilità ha diritto di esistenza”.

punto centrale, evitare la comunione ai divorziati: “Una volta accettata – scrive Repubblica – accetteremo pure che il mutuo dono degli sposi non debba essere totale, né a livello spirituale, né a livello fisico. Conseguentemente saremmo costretti a cambiare la dottrina della Chiesa riguardante il matrimonio e la sessualità”. Il testo dunque è una sorta di appello perché “l’ordinamento della Chiesa deve restare fedele al Vangelo e non ha il diritto di deformarlo”. E ancora: “I divorziati risposati hanno infranto un inequivocabile comandamento di Gesù e vivono una situazione che contraddice in maniera oggettiva il volere di Dio. Ecco perché non possono ricevere l’eucaristia”.

27 settembre 2015

fonte IlGiornale