Prescrizioni, il ministero taglia analisi e cure mediche. Ecco quali non si potranno più avere

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Gli italiani fanno troppi esami medici inutili. Devono essere arrivati a questa conclusione i tecnici del ministero della Salute che hanno messo sotto osservazione (è il caso di dirlo) una serie di prestazioni sanitarie che costano al Servizio sanitario nazionale intorno a 13 milioni di euro.

Dall’estrazione e ricostruzione dei denti alla radiologia diagnostica comprendente risonanze e tomografie, dalle prestazioni di laboratorio come l’esame del colesterolo alla medicina nucleare e gli esami di genetica: sono 208 le prestazioni e gli esami che potrebbero essere inseriti in un maxi-provvedimento (ancora provvisorio) che, se convertito in decreto, potrebbe rivoluzionare la Sanità italiana

Il documento , presentato ai sindacati medici dal ministro Beatrice Lorenzin, incrementa il numero di esami medici sotttoposti a “controllo di appropriatezza” rispetto a quelli inseriti nella prima bozza resa nota dai sindacati in estate.

Accanto ad ogni prestazione citata sono elencate le “condizioni di erogabilità”, ovvero i criteri in base ai quali il medico può prescrivere al paziente quella determinata prestazione a carico del Servizio sanitario nazionale. Per quanto riguarda ad esempio le prestazioni odontoiatriche, potranno usufruirne gratuitamente – oltre ai già previsti interventi legati alla prevenzione – i bambini da 0 a 14 anni in condizioni di ”vulnerabilità sanitaria” (ovvero, si specifica nel documento, ”condizioni di tipo sanitario che rendono indispensabili o necessarie le cure odontoiatriche”) o di ”vulnerabilità sociale” (ovvero ”condizioni di svantaggio sociale ed economico che impediscono l’accesso alle cure odontoiatriche a pagamento per gli elevati costi presenti nelle strutture private”). Anche per l’erogazione delle dentiere sono previsti gli stessi criteri. E’ comunque garantita a tutti i cittadini il trattamento delle urgenze odontostomatologiche.

Rispetto invece a prestazioni come le risonanze magnetiche, è previsto che siano ”erogabili” in particolari condizioni legate ad esempio a patologie oncologiche o traumatiche. Lungo pure l’elenco delle prestazioni di laboratorio. Tra gli esami su cui si fa stringente il “giro di vite” anche quello sul colesterolo totale: le condizioni di erogabilità prevedono che sia ‘”da eseguire come screening in tutti i soggetti di età superiore a 40 anni e nei soggetti con fattori di rischio cardiovascolare o familiarità per dislipidemia o eventi cardiovascolari precoci, ma in assenza di valori elevati, modifiche dello stile di vita o interventi terapeutici – viene precisa- l’esame è da ripete a distanza di 5 anni”

27 settembre 2015

fonte italiaora