Arriva la scuola di film pornografici pagata con le casse pubbliche! Ecco dove e cosa si farà

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La scuola è quella di Slavina, o Malapecora. Si definisce una «porno attivista» e, in questi giorni, sarà a Bologna per girare un film, porno ovviamente. Anzi per insegnare a girare un film porno o meglio ancora una “autoproduzione” per donne, lesbiche e trans, realizzata con il benestare dal Comune di Bologna, che offre lo spazio gratis per l’iniziativa e non solo.

A pagare, cioè, le sale in cui si terrà questa giornata di studio sono Merola (il sindaco del capoluogo emiliano) e i suoi che, le risorse dedicate alle quote rosa, hanno scelto di investirle così. Altro che aiuti alle mamme, alle donne separate, a quelle che hanno perso il lavoro o alle vecchiette (donne pure loro) che non campano con la pensione. Molto meglio la Malapecora che nel Centro delle Donne di Bologna insegnerà come riscoprire un “erotismo in forma collettiva che superi le finzioni plastificate dell’immaginario mainstream”. Come liberarsi, cioè, dallo status di oggetto sessuale, girando un film hard.

E sia pure, anzi l’idea di un porno collettivo al femminile per qualcuno potrebbe addirittura essere interessante. Peccato solo che, ancora una volta, a foraggiare gli ambienti e le iniziative della «cultura» siano i soldi pubblici, quelli sudati da chi paga le tasse.

Senza entrare nel merito del cachet di Malapecora qualora ci fosse, l’iniziativa è, infatti, organizzata all’interno di uno degli spazi dell’associazione Orlando, che, fin dagli anni Ottanta, a Bologna, riceve fondi pubblici per occuparsi dell’argomento “donne”.

Grazie ad una convenzione con rinnovo quinquennale e che scadrà alla fine di quest’anno, il Comune rosso ha delegato ad Orlando la gestione delle donne e della loro «formazione»pagando per questo fior di quattrini. Quel che risulta da una inchiesta di Liberoquotidiano è che dal 2000 ad oggi il Comune di Bologna ha infilato nelle casse dell’associazione circa 56mila euro l’anno, proprio per la gestione del Centro delle donne, nel quale si terrà lo spettacolo.

In totale si tratta dunque di almeno 800 mila euro e solo per rispettare gli accordi di base, a cui si aggiungono altri benefit. Sempre per convenzione il Comune di Bologna, già nel 2005, ha messo a disposizione dell’Associazione una sede storica, cioè la porzione dell’ex Convento di S. Cristina per farci la «biblioteca, la sala da thè, l’archivio, l’area dedicata alla ricerca e gli uffici amministrativi», come si legge nelle delibere comunali. Oltre all’ex convento, poi, anche un secondo immobile in via Oberdan è stato dato in comodato e lì Orlando ha potuto posizionare alcuni uffici.

Il trasloco, all’epoca fu a carico dell’amministrazione per un costo di altri 112mila euro e, sempre il Comune, aggiunse al pacchetto «arredi, attrezzature, patrimonio librario, personale e contributo annuale».

Un legame di sangue, insomma, tanto che a validare le iniziative del Centro, dove operano anche dipendenti comunali, sono gli assessori di Merola che si occupano di cultura: ogni anno Orlando presenta un programma che viene approvato ufficialmente e che deve attenersi agli scopi dell’associazione. Tra i quali, evidentemente, rientra pienamente l’appuntamento con Malapecora.

28 settembre 2015

fonte retenews24