Bankitalia, taglio tasse casa ha effetto se permanente

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“I consumi delle famiglie potrebbero beneficiare” del taglio delle tasse sulla prima casa ma l’effetto della misura “dipende dalla misura in cui essa sarà percepita come permanente”. Così il vicedirettore di Bankitalia, Luigi Federico Signorini in audizione sul Def, ricordando che “si tratterebbe del quinto intervento negli ultimi sette anni”.

“Le frequenti modifiche alla fiscalità immobiliare degli ultimi anni – avverte Bankitalia – potrebbero indurre le famiglie a non reputare lo sgravio ora programmato come permanente, limitando significativamente gli effetti della misura sulle scelte di consumo”. “I consumi delle famiglie – ha spiegato Signorini – potrebbero beneficiare di tale sgravio in via diretta, grazie all’incremento del reddito disponibile e, in via indiretta, per ‘l’effetto ricchezza’ dovuto all’eventuale incremento delle quotazioni immobiliari. L’evidenza empirica suggerisce peraltro che i consumi direttamente influenzati dallo sgravio potrebbero essere circoscritti alle famiglie soggette a vincoli di liquidità”. Il vicedirettore di Bankitalia ha ricordato tuttavia che “la tassazione degli immobili è molto diffusa nel mondo e in Europa” per “il collegamento fra valore degli immobili e politiche pubbliche locali, nonché per la relativa stabilità del gettito e per le limitate possibilità di evasione”. In sostanza “l’effetto dell’eliminazione della tassazione sulla prima casa dipende dalla misura in cui essa sarà percepita come permanente, dal suo impatto sull’efficienza del sistema della finanza locale e sui servizi erogati dagli enti locali, dal miglioramento del clima di fiducia nelle prospettive future dell’economia che potrebbe essere indotto dall’aumento della spesa delle famiglie”.

Italia ora in linea media Ue su tasse casa – “L’Italia è attualmente in linea con la media degli altri paesi Ue. Le abitazioni principali sono soggette a tassazione in tutti i principali paesi, in particolare in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna”. Sottoline Signorini. In Ue “le imposte ricorrenti sulla proprietà immobiliare si attestano all’1,5 per cento del Pil”.

 
30 settembre 2015
Alessandro Pecora