Papale Papale

francesco

 

Papale papale: «Io non ho invitato Marino, chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e neanche loro lo hanno invitato. Il sindaco si professa cattolico, sarà venuto spontaneamente. Capito? È chiaro?». Ignazio non hospes, non invitato. E così sia. Se Bonifacio XVIII in quel di Anagni, parliamo dell’anno 1303, incassò uno schiaffo che l’intero mondo ricorda, nel Terzo Millennio è ben altro Papa a rifilare un ceffone destinato a passare alla storia. Vittima della sberla pontificia è Ignazio Marino che dopo le polemiche sulla villeggiatura ai Caraibi, giorni fa ha ri-attraversato l’Oceano per dare il benvenuto a Bergoglio in quel di Philadelphia, lui che è sindaco di Roma e non della metropoli in Pennsylvania. Per l’ennesimo volo all’estero (di media ne fa uno ogni 48 giorni) sull’apolide del Campidoglio s’è scatenato il delirio tanto che il primo cittadino il 22 settembre è stato costretto a rilasciare un’intervista nella quale dichiarava ciò che ieri mattina ha fatto smentire al suo ufficio stampa. E cioè che «quando a giugno scorso mi è stato riferito che avrebbero avuto piacere della mia presenza in tre appuntamenti del Santo Padre a Philadelphia, ma soprattutto all’incontro con le famiglie, ho detto a monsignor Paglia che sarei stato molto lieto di partecipare all’organizzazione della visita». Ma c’è di più. Il portavoce del sindaco di Philadelphia, contattato da IlTempo, ha smentito ilCampidoglio: non abbiamo provveduto noi alle spese per il viaggio e il soggiorno di Marino. Chiaro. Incassata la scomunica urbi et orbi il sindaco giubilato a due mesi dal Giubileo si è difeso malissimo: si è detto indignato per le domande fatte al Papa che screditando Marino finiscono per screditare Roma. Ma c’è o ci fa?

Di GIAN MARCO CHIOCCI
Fonte Il Tempo

Roma, 30 settembre 2015