Caldaie, occhio alla manutenzione: chi non la fa rischia una stangata

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Inizia l’autunno, le temperature si abbassano e presto le famiglie accenderanno le caldaie. Dal primo novembre si potrà utilizzare il riscaldamento e, a quel punto, si raccomandano gli addetti ai lavori, sarà importante aver fatto revisionare l’impianto. Altrimenti c’è il rischio di sanzioni pesanti: dai 500 ai tremila euro. E’ necessario farlo almeno una volta l’anno, o comunque bisogna seguire cosa c’è scritto nel libretto di impianto o cosa consiglia l’impresa che lo ha installato. E’ una questione di sicurezza, per sé e per gli altri, e di rispetto dell’ambiente. La manutenzione ordinaria della caldaia è importante, inoltre, perché permette di migliorare l’efficienza energetica dell’impianto, riducendo i costi per il riscaldamento.

“Al di là dell’obbligo biennale previsto dalla legge – spiega Renzo Nibbi, coordinatore Impianti per Confartigianato Firenze – la manutenzione ordinaria della caldaia è indispensabile, perché in città ci sono tanti impianti vecchi”. Secondo il censimento 2012 del Comune, a Firenze ci sono 174mila caldaie. Di queste, 90mila hanno un’età superiore ai dieci anni, quasi 50mila hanno dai 16 ai 20 anni e circa 5mila hanno più di 20 anni. Solo 30mila sono quelle “giovani”, installate da massimo cinque anni. “E anche queste, di nuova generazione, vanno comunque fatte controllare tutti gli anni – sottolinea Nibbi – perché sono strumenti molto sofisticati”. In questo caso si parla comunque di impianti sotto i 35 kilowatt, mentre per gli impianti centralizzati, come quelli che si trovano nei condomini, ci sono in ogni caso due controlli obbligatori tutti gli anni: uno all’inizio del periodo di accensione e uno a metà. Di solito ci pensa l’amministratore, inserendo i costi d’esercizio nelle spese condominiali. Ma quanto costa invece a una famiglia la manutenzione ordinaria della caldaia?

“Non sono grandi cifre”, risponde il coordinatore impianti di Confartigianato. “Per i termosingoli, cioè le caldaie sotto i 35 kilowatt, si pagano circa 80-90 euro l’anno, ma ci sono imprese che propongono contratti biennali da 150 euro”.

“E’ importante rivolgersi a installatori abilitati e iscritti alla Camera di commercio – prosegue – e diffidare di chi offre la revisione della caldaia a poche decine di euro”. I prezzi applicati devono essere in linea con quelli del prezzario della Camera di commercio. Chi ha una caldaia vecchia può anche pensare di cambiarla. Esistono infatti ancora le agevolazioni.

“Ma anche in questo caso – dice il responsabile di Confartigianato – sono interventi che, riguardando il miglioramento energetico dell’edificio, devono essere consigliati dall’impresa di installazione”. E chi, per risparmiare o per dimenticanza, non si occupa di manutenere la caldaia secondo quanto previsto dal libretto di impianto? Rischia una sanzione dai 500 ai 3mila euro.

1 ottobre 2015

fonte LaNazione