Don Ciotti: qualche grillino dall’altra parte

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«Nel Movimento5stelle ci sono delle persone eccezionali, ragazzi svegli, intelligenti, appassionati ma c’è anche qualcuno che per altri giochi o interessi sta dall’altra parte». Così don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione antimafia Libera, che a Tv2000 pone l’accento su una sospetta spaccatura all’interno del Movimento, nell’affaire mafia a Ostia.

La bozza del dossier «Mafia e litorale romano: il caso Ostia» torna all’attenzione del parroco, fondatore dell’associazione antimafia Libera. Il testo – che i grillini stanno modificando in vista dell’imminente deposito alla Commissione Antimafia – ha suscitato non poche polemiche non solo a livello politico. Il duro attacco a Libera non è andato giù a don Ciotti. Nella bozza pentastellata, Libera è indicata come una sorta di «spa» che gestisce spiagge. Accuse rimandate al mittente dall’associazione, che ha smontato ogni pezzo della relazione. Nell’atto, infatti, si legge che Libera ha in «gestione stabilimenti balnerari (Spqr), con assegnazione per affidamento diretto senza bando pubblico». In particolare, è annotato, «non potendo per statuto gestire stabilimenti balneari, figura nell’affidamento dei servizi della spiaggia libera ex-Amanusa assieme a Uisp solo come portatrice di eventi per divulgare mezzi e strumenti nella lotto contro le mafie». Tuttavia, ritengono i 5Stelle, «da quando ha avuto l’affidamento nulla di ciò è mai stato organizzato». Infatti, risulta che «l’ultima iniziativa di Libera risale al 2011, una fiaccolata denominata “Liberiamo Ostia dalla Mafia”. Poi più nulla». A Libera, inoltre, «viene contestato il silenzio non solo sui maxi appalti e sulla gestione degli appalti pubblici, ma anche sulla non ratifica del protocollo dell’associazione antimafia DaSud da parte della giunta e soprattutto sulla poca trasparenza dell’amministrazione del X Municipio, che ha portato poi all’arresto di Tassone». In relazione a questo presunto «silenzio», i 5Stelle affermano che «tramite Uisp», Libera «è entrata nella gestione controllata della spiaggia ex-Faber Beach con l’associazione Stand-Up e nell’affidamento diretto del Terzo Cancello (associazione Yut) presso la spiaggia libera di Castelporziano. Entrambi gli affidamenti sono dell’estate 2014 e resi possibili grazie all’intercessione di Andrea Tassone e della coppia Francesco D’Ausilio ed Emanuela Droghei, rispettivamente ex capogruppo Pd capitolino ed assessore alle politiche sociali della giunta Tassone». Infine, «nella stessa estate (2014, ndr), Libera ha preso i contributi (anche questi vietati per statuto) per l’iniziativa “Ostia Cinema Station” tenuta dentro il Teatro del Lido».

La relazione, come detto, ha fatto infuriare non poco don Ciotti, al punto che sulla stampa sono apparsi articoli sulla presunta «rottura dell’idillio con M5S in tema di reddito di cittadinanza». «C’è qualcuno che ha scritto che si è rotto l’idillio tra Libera e Movimento5Stelle – ha commentato don Ciotti – non c’è stato mai un idillio ma forme di collaborazione su dei temi che devono coinvolgere tutti. La mia ferita e sofferenza è vedere che subentrano altri giochi e interessi». Il parroco ha spiegato che «ho sempre cercato di collaborare con chiunque per raggiunge l’obiettivo di giustizia e verità. Ho sempre lasciato la porta aperta a tutti nella chiarezza dei ruoli, delle competenze e professionalità. Collaborazione anche con le varie forze politiche a cui tocca elaborare i sistemi legislativi. Disponibilità con tutti ma nessuno ci prenda per la giacchetta, ci usi e strumentalizzi. Nel Movimento5Stelle ci sono delle persone eccezionali, ragazzi svegli, intelligenti, appassionati ma c’è anche qualcuno che per altri giochi e interessi sta dall’altra parte». Questi, ha aggiunto, «non devono andare ad umiliare una battaglia per il reddito di dignità che ha bisogno che tutte le forze si mettano insieme per raggiungere l’obiettivo di uguaglianza, diritti e dignità di tutte le persone». «Il reddito di dignità – ha concluso don Ciotti – non è l’invenzione di qualcuno ma parte dalla fatica delle persone, c’è gente disperata che non sa dove sbattere la testa. La politica è al servizio del bene comune, mi auguro che ci sia uno scatto di tutte le forze politiche. Non prendiamo in giro tanti ragazzi che sono orfani di un territorio perché non trovano spazi ed opportunità».

di Ivan Cimmarusti

Fonte Il tempo

Roma, 1 ottobre 2015