Ventimiglia, i profughi lasciano gli scogli

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I migranti e i no border che si trovavano ai Balzi Rossi hanno lasciato la scogliera volontariamente grazie alla mediazione del vescovo e della polizia. I migranti saranno accompagnati al centro di prima assistenza e i no border in questura per l’identificazione. In attesa che i bus predisposti accompagnino i profughi nel centro di prima assistenza organizzato dal Comune di Ventimiglia in stazione, un gruppetto di giovani migranti si è fermato a parlare nell’aiuola davanti alla scogliera con il vescovo mons. Antonio Suetta.

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E’ stata la procura di Imperia a emettere il decreto di sequestro dell’area della pineta dei Balzi Rossi, vicino alla scogliera, che dal giugno scorso è simbolo della protesta dei migranti che chiedono di poter passare dalla Francia per raggiungere il nord Europa. La polizia ha sottoposto a fermo di identificazione cinque persone. Uno dei no border che si trovavano nella pineta si è buttato a mare ed è stato recuperato. La frontiera con la Francia, presidiata dalla police nationale, è chiusa a Ponte san Ludovico.

Da tre mesi i migranti hanno occupato sia la scogliera al confine di Stato che una parte della pineta dei Balzi Rossi dove è stato realizzato una specie di dormitorio per le donne, i bambini e gli anziani, dormitorio che era già stato sgomberato dalla polizia il 16 giugno scorso. Anche in quell’occasione, i profughi che si trovavano nella pineta erano stati trasferiti al centro di prima assistenza allestito alla stazione di Ventimiglia. Il presidio sulla scogliera invece è rimasto tal quale perché ritenuto dagli stessi migranti un simbolo della loro protesta.

“Il presidio sulla scogliera, iniziato tre mesi fa – ha detto il sindaco di Ventimiglia (Imperia) Enrico Ioculano al termine del sopralluogo nella tendopoli sgomberata – con il passare del tempo ha creato disagi e problemi a tutta la comunità di Ventimiglia, comunità che pure ha risposto molto bene e da subito alle esigenze dei migranti, con responsabilità e ospitalità. La nostra comunità – ha aggiunto – è stata solidale e non si meritava un atteggiamento così. Ci si accusa di aver sgomberato i migranti ma non è cosi, abbiamo sgomberato la tendopoli. Era necessario”.

Fonte Ansa

Roma, 1 ottobre 2015